Un Oscar per Hildegarde (Giallo Mondadori 901)

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Trovato su bancarella questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante: l’illustrazione è, come di consueto, del grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

901. Un Oscar per Hildegarde [Hildegarde Withers 9] (Miss Withers Regrets, 1947) di Stuart Palmer [8 maggio 1966] Traduzione di Massimo Terni
Inoltre contiene anche:
Uno che sapeva il fatto suo (Elementary, My Dear Job Seeker, da “EQMM”, novembre 1965) di Charles McIntosh
A un pelo dal crimine, di Pat Coakley (probabile italiano “sotto copertura”)

La trama:

Hildegarde Withers, la indimenticabile maestra-investigatrice di «Un dramma nell’Aquario» e di «È morta una formica» ritorna al Giallo Mondadori, dopo una lunga pausa. Il fatto è che Hildegarde aveva promesso al suo grande amico, l’ispettore Oscar Piper, di non occuparsi più d’indagini e, soprattutto, di non cacciarsi più in certi rischi. Poiché lei appartiene alla categoria dei segugi che, quando sono sulla pista, dimenticano anche le più elementari cautele. Ma quanto può durare una simile promessa? Parafrasando un vecchio proverbio sui delinquenti cui danno la caccia, si potrebbe dire «segugio una volta, segugio per sempre». Così. Hildegarde, di fronte al caso drammatico di Pat Montague, un reduce di guerra accusato di aver ucciso l’uomo che in sua assenza gli ha portata via la ragazza e l’ha sposata, non resiste al richiamo. Un osso duro, questo caso Montague, anche per Hildegarde Withers la quale rischia davvero di ritirarsi per sempre a vita privata allorché le dicono che Pat è reo confesso. Ma non c’è un buon giallo senza un finale a sorpresa. E, quanto a sorpresa, Hildegarde è inesauribile.

L’incipit:

Il sole splendeva, ma in lontananza si sentiva il tuono. Un giovane camminava solo per una strada maestra. Il tuono veniva da sinistra. Pat Montague pensò che, per gli antichi greci, tuono a sinistra significava il sopravvenire di fatti straordinari. Forse si trattava soltanto di manovre della Marina,, ma il Long Island Sound non gli sembrava il luogo più adatto.
Sulla strada, si agitava un minuscolo turbine di polvere e foglie morte, che ruotava selvaggiamente come un folletto. Bruscamente si abbassò, si sollevò e di nuovo ricadde, infine dileguò lontano per i verdi pendii, fra gli alberi.
Pat prosegui a piedi. Non che fosse nell’impossibilità di fare diversamente: aveva le tasche rigonfie del denaro ricevuto al momento del congedo. Poteva permettersi il lusso di un taxi. Ma a piedi si sentiva più a suo agio, ora che non aveva il moschetto. Cosi gli restava più tempo per pensare, più tempo per riflettere sul ritaglio di giornale che aveva nel portafoglio. Aveva tolto quell’articolo dalla cronaca mondana di un giornale di Oyster Bay, che qualche giorno prima gli era capitato fra le mani.
A piedi era anche più facile cambiare idea. Finché non avesse suonato il campanello, poteva sempre tornare indietro, fingendo di essere uscito solo per una passeggiata all’aria aperta. Era un buon modo per reinserirsi nella vita civile. Avrebbe premuto quel pulsante? Non ne era affatto sicuro. Ogni volta che pensava a Helen, la testa gli girava vorticosamente, come quel turbine di foglie morte.
Mentre era nell’esercito, segregato quasi come in un convento, aveva tentato di non pensare più all’altro sesso. Dopo due o tre mesi, aveva tolto dal muro le maggiorate che vi erano appiccicate, ma l’immagine di Helen non lo aveva mai abbandonato, gli si era impressa nella mente. Da quella mattina, all’alba, era diventata una fissazione. Le aveva persino rivolto la parola. Poco per volta, realtà e sogno si erano fusi insieme. Non riusciva più a distinguere nettamente ciò che era accaduto dalle fantasticherie di quei tre interminabili anni. Ricordava lunghe conversazioni con Helen. Ma quando? Erano ancora insieme, oppure aveva solamente sognato ad occhi aperti?
Non era facile tornare ad essere il signor Montague, anzi, era più difficile di quanto avesse pensato. L’esercito lo aveva ossessionato con il problema del reinserimento nella vita civile. Per alcuni giorni gli avevano insegnato come tornare nella vita civile. Le monotone e spiacevoli spedizioni oltre oceano, insieme con milioni di giovani come lui, in buona salute, ma terribilmente annoiati, erano finite, e per sempre. Si era disfatto di tutto il guardaroba militare, persino il portafoglio era nuovo. Aveva anche comperato un nuovo temperino; sentiva però che ci sarebbe voluto ben altro.
Ma aveva riguadagnato la libertà, questo soprattutto contava. 1 £ sue gambe non dovevano più seguire la cadenza. Era piacevole sentirsi liberi, in quel pomeriggio tempestoso e fresco. Il sole mandava un simpatico tepore. Il Sound era in burrasca. Tutto sembrava sorridere al giovane innamorato, e incoraggiarlo. l£ cose stavano finalmente per giungere alla loro ovvia conclusione.

L.

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