È solo questione di tempo (Giallo Mondadori 1224)

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Grazie alle prolifiche bancarelle di questa Estate 2017 ho trovato questo splendido titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Massimo Turchetta.
L’autore è James Hadley Chase, il maestro del noir, quindi non c’è bisogno di altre parole.

La scheda di Uruk:

1224. È solo questione di tempo (Just a Matter of Time, 1972) di James Hadley Chase [16 luglio 1972] Traduzione di Bruno Just Lazzari
Inoltre contiene il racconto:
Perché? Perché… (No Motive, da “EQMM“, giugno 1972) di Theodore Mathieson

La trama:

Dopo un lungo silenzio, ritorna James Hadley Chase, l’autore degli imprevisti. Nemico delle vicende «in serie», egli ci presenta personaggi nuovi, ambienti nuovi, situazioni nuove, originali, diverse, in ognuno dei suoi romanzi. In questo «È solo questione di tempo», gli ingredienti sono costituiti: da un testamento che, così com’è, non garba a qualcuno, da una vecchia miliardaria che si è «dimenticata» di passare tempestivamente a miglior vita, da un emerito falsario il quale dovrebbe rimediare a certe «manchevolezze» del testamento, da una dama di compagnia un po’ troppo sexy, da un direttore di banca un po’ troppo sensibile al fascino femminile, da uno stranissimo erede che se ne infischia dei quattrini, e, infine, da un killer «a tassametro». Amaro, pessimista, cinico, Chase racconta le sue storie con un verismo talvolta agghiacciante e ha l’arte di incantare il lettore più smaliziato, mettendo a nudo, senza pietà, le debolezze e le iniquità del genere umano.

L’incipit:

Patterson alzò gli occhi dal suo elenco di azioni quando Bailey entrò.
— Che altro c’è, Joe? — domandò irritato. — Un’altra? No, non è vero…
— Invece sì, signore — rispose Bailey, strizzando l’occhio, mentre un sorriso malizioso gli illuminava il faccione tondo. — E questa, non vorrete mancarla, ve lo dico io.
Punteggiò la frase con un fischio ammirativo. Patterson si addossò alla poltrona di pelle imbottita. Era un giovane sulla trentina, alto e muscoloso, che sapeva di essere bello. Le sue innumerevoli amichette gli dicevano che ricordava David Niven giovane, e Patterson ne conveniva, ma aveva resistito alla tentazione di lasciarsi crescere un sottile paio di baffetti quando erano di moda i basettoni.
— Insomma, Joe! — esclamò in tono seccato. — Perché quella strizzatina d’occhio?
— Una strizzatina d’occhio? No, signore, è… è un bruscolo.
Bailey era tornato subito serio, udendo il tono aggressivo, ben ricordando che Patterson ostentava una gran cortesia con i clienti della banca, ma sapeva essere un’emerita carogna con il personale.
— La signorina Sheila Oldhill attende, signore.
Patterson esitò. Aveva promesso a Bernie Cohen di analizzare al più presto la sua situazione economica per consigliargli qualche interessante speculazione, ma la signora Morely-Johnson, che aveva bisogno di una dama di compagnia-segretaria, aveva la precedenza. C’erano decine di Bernie Cohen, pensò, ma una sola signora Morely-Johnson.
— La riceverò — dichiarò spingendo da parte le carte che si trovavano sulla scrivania. — E toglietevi dall’occhio quel bruscolo, Joe. Si potrebbe fraintendere.
— Sì, signore — rispose servilmente Bailey, pensando: “Lurido schifoso”.

L’autore:

James Hadley Chase è nato a Londra nel 1906. Spirito indipendente, se ne andò di casa giovanissimo, guadagnandosi da vivere vendendo enciclopedie casa per casa. Nel 1939 scrisse Niente orchidee per Miss Blandish che riscosse un immediato successo. È tuttora il suo romanzo più venduto nel mondo. Da allora, ha dato alle stampe circa cento romanzi, quasi tutti ambientati in America.

L.

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