Shooter: punto di impatto (Segretissimo 1663)

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Battesimo di fuoco per lo sniper Bob Lee Swagger.

Da questo libro il film e la serie TV “Shooter”.

La scheda di Uruk:

1663. Shooter. Punto di impatto [Bob Lee Swagger 1] (Point of Impact, 1993) di Stephen Hunter [gennaio 2022] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Il tiratore scelto Bob Lee Swagger ne ha viste troppe. Dopo essere rimasto ferito in Vietnam da un proiettile sparato da un cecchino nemico, si è ritirato a vivere come un eremita fra le montagne dell’Arkansas. Ma quando gli viene chiesto di tornare in azione per neutralizzare la minaccia concreta di un attentato al presidente degli Stati Uniti, il suo senso del dovere ha la meglio. Anche perché l’uomo che premerà il grilletto è lo stesso che ha messo fine alla sua carriera militare. Swagger, l’unico in grado di immaginare come potrebbe agire il killer, accetta di collaborare. Quel che non è in grado di immaginare è che l’abbiano coinvolto in questa storia per incastrarlo. Hanno scritto per lui un altro copione che lo trasforma in un fuggiasco, braccato dagli agenti dell’intelligence. Chi ha deciso di farne un capro espiatorio, però, ha sottovalutato le sue capacità di sopravvivenza. Ritrovarsi da solo contro tutti sulle strade americane non è poi così diverso da ciò che ha passato nella giungla del Sudest asiatico. E Swagger ha in mente un finale alternativo. La vendetta.

L’incipit:

Era un novembre freddo e umido, nell’Ovest dell’Arkansas: si annunciava un’alba miserabile, dopo una nottata altrettanto miserabile. Un vento gelido fischiava tra i pini, portando nevischio gelato che si ammucchiava sulle rocce che affioravano dal terreno; nuvole basse e minacciose correvano nel cielo. Di quando in quando raffiche più forti si infilavano nei canaloni, soffiando nevischio polverizzato e offuscando l’aria come il fumo di una salva di cannoni. Era il giorno antecedente l’apertura della stagione di caccia.
Bob Lee Swagger si era appostato sotto i contrafforti di un remoto altopiano al centro delle Ouachita Mountains, una spianata spoglia di alberi nota come Hard Bargain Valley; stava seduto in terra con la schiena appoggiata contro un vecchio pino, il fucile posato sulle ginocchia, perfettamente immobile e silenzioso. La capacità di restare appostato così a lungo, conservando una perfetta immobilità, era la dote principale di Bob. Era un dono naturale, una forza attinta da qualche risorsa interiore che non era mai intaccata dai fattori di stress esterni. Quando era in Vietnam, questa sua capacità quasi animalesca di fare il morto, per così dire, inibendo ogni necessità corporale, era diventata leggendaria.
Il freddo era penetrato attraverso i calzettoni di lana e la calzamaglia e cominciava a risalire su per la spina dorsale, come un insidioso topolino. Serrò i denti, per evitare che si mettessero a battere. La vecchia ferita al fianco lo disturbava a tratti con fitte dolorose. Ordinò al suo cervello di non tenere conto del dolore che andava e veniva. Era completamente distaccato da se stesso, come se la coscienza fosse totalmente divaricata dalle sensazioni fisiche.
Aspettava Tim, ma sapeva che doveva “guadagnarselo”.

L’autore:

Stephen Hunter, nato a Kansas City nel 1946, è un giornalista e critico cinematografico. Nel 2003 ha vinto il prestigioso premio Pulitzer per la sua attività di critico. Dal 1980 si dedica anche alla narrativa con grande successo. Protagonisti dei suoi romanzi sono il tiratore scelto Bob Lee Swagger e suo padre Earl Swagger: eroe della Seconda guerra mondiale.

L.

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