Il cane che arrivò per Natale (Piemme 2016)

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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare solo romanzi di Natale!
Ogni genere, ogni autore, ogni nazionalità troverà spazio: non esitate a segnalarmi titoli, che vi ringrazierò nei relativi post.

La scheda di Uruk:

Il cane che arrivò per Natale (The Puppy That Came For Christmas, 2010) di Megan Rix [ottobre 2016] Traduzione di Elena Cantoni

La trama:

Quello di Megan e Ian è il matrimonio di due anime gemelle. Sono una coppia complice e innamorata, e presto si accorgono che manca solo un bambino a coronare la loro felicità. Bambino che però tarda ad arrivare.
Mentre aspettano che il miracolo si compia, cominciano a collaborare con un’associazione che addestra cani destinati ad aiutare non vedenti e disabili. Sono cani eccezionali, pazienti ed efficienti, che sanno spegnere le luci, aprire e chiudere le porte e assistere in mille modi le persone a loro affidate, oltre a essere compagni affettuosi. Il compito di Megan e Ian è di accogliere i cuccioli per alcuni mesi e di occuparsi della prima fase della loro educazione, per poi restituirli al centro per la fase successiva di addestramento.
È così che Emma, un incrocio di labrador e golden retriever, e poi Freddy entrano nella loro casa come un raggio di sole. Separarsi da loro dopo mesi però è un dolore immenso, e Megan al secondo addio capisce che è arrivato il momento di adottare un cucciolo a tempo pieno.
Con il Natale che si avvicina e un vuoto sempre più grande da colmare, Megan spera che un cane tutto loro arrivi a completare la famiglia…

L’incipit:

Mi chinai per vedere meglio i due magnifici cuccioli biondi – incroci di golden retriever e labrador – che dormivano naso a coda, arrotolati insieme in un’unica palla di pelo. Avevano sei settimane e mezzo ed erano appena stati separati dalla madre: tra poco ne avrei portato uno a casa con me.
Fino a tre mesi prima, l’idea di adottare un cane non mi aveva mai sfiorata. D’altra parte, non avevo neanche immaginato di incontrare Ian (due anni prima, a maggio), di fidanzarmi con lui, a Parigi, nel giorno del suo compleanno (ad agosto) o che, in occasione del mio (il marzo seguente), ci saremmo sposati sulla spiaggia di Waikiki. Prima che accadesse tutto ciò, ero una single incallita: non pensavo proprio a metter su famiglia e anche volendo, all’alba dei quarantatré anni, sapevo che non sarebbe stato facile. E adesso eccomi qui, a un soffio dal prendere la vita di un cucciolo nelle mie mani. Ero davvero pronta a un passo del genere?
«Certo!
Devi esserlo» avevo mormorato quella mattina allo specchio, guardandomi negli occhi. Poi avevo afferrato le chiavi dell’auto e con il cuore in gola ero corsa a prendere la mia cagnolina.
Nel momento in cui contemplavo lei e suo fratello, non potevo sapere quanto Ian e io fossimo impreparati alle gioie, alle sfide e ai veri e propri capovolgimenti che la sua adozione avrebbe portato nella nostra vita; e soprattutto allo strazio di rinunciare a lei per permetterle di passare alla fase successiva del suo addestramento e diventare un cane di sostegno per disabili. Il sole brillava sullo scatolone in cui dormivano i cuccioli, accendendo di riflessi il loro manto dorato. Uno di loro mandò un guaito, agitò di scatto una zampina posteriore, si grattò un orecchio e poi tornò tranquillo, il tutto senza svegliarsi. Non avevo mai visto niente di più bello e vulnerabile in vita mia.
«Che dolcezza» sussurrai.

L’autrice:

Megan Rix, scrittrice e sceneggiatrice, vive in Inghilterra con il marito e i loro due cani, Traffy e Bella. Il cane che arrivò per Natale è stato bestseller del “Sunday Times” ed è pubblicato in diversi Paesi.

L.

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