SAS Il mistero delle Canarie (Segretissimo 1217)

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1217-sas-canarieDallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati l’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Gian Franco Orsi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Gaetano Pignatelli.

La scheda di Uruk:

1217. SAS: il mistero delle Canarie [SAS 106] (Le disparu des Canaries, 1992) di Gérard de Villiers [20 dicembre 1992] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

La morte di Rupert Sheffield, un grasso e ricco ebreo, e la sparizione di importanti documenti in suo possesso, riguardanti il caso Irangate, portano a Tenerife il principe Malko Linge incaricato dalla CIA di ritrovarli. Ma oltre agli americani, Malko scopre che anche gli israeliani e i britannici sono interessati alla sorte di Sheffield. Le scoperte fatte da SAS non servono a chiarire il mistero, anzi gli fanno correre seri rischi. Sembra incredibile ma i maggiori sospettati non avevano alcun interesse a uccidere Sheffield. E allora? Se nessuno lo ha ucciso vuol dire forse che è ancora vivo? Le indagini di Malko prendono una nuova direzione. Sarà quella giusta?

L’incipit:

Sdraiato sull’enorme letto a baldacchino stile Luigi XIV che occupava un terzo della cabina, Rupert Sheffield guardava distrattamente la videocassetta di Via col vento, cercando di restare sveglio. I suoi centoquaranta chili riempivano la lunga camicia da notte inamidata come un colletto da smoking e abbottonata solo a metà, che lasciava scoperte le parti più imprevedibili del suo grosso corpo bianchiccio. I capelli erano tinti e solo le sopracciglia foltissime erano ancora di un nero naturale.
Non riusciva a interessarsi alla vicenda… Aveva la testa piena di numeri dopo le telefonate che aveva fatto fino a tarda notte a New York e a Chicago approfittando della differenza di fuso orario. Allungò il braccio verso il piatto pieno di sandwich, ne prese due e li mangiò uno dopo l’altro. Il medico gli aveva raccomandato di andarci piano col mangiare, ma non ci riusciva. A sessantotto anni, la tentazione era più forte di lui: soffriva di bulimia permanente.
La cosa risaliva a molto tempo prima, quando era ancora Lazar Abramovic, il maggiore di sette figli di una famiglia di ebrei ortodossi che si era stabilita da alcune generazioni nel piccolo paese di Sanok, all’ombra dei Carpazi, nella zona mal definita tra la Polonia e l’Ucraina. Dal 1° luglio 1923, giorno della sua nascita, fino al 1939, quando era fuggito a causa dei pogrom, aveva conosciuto solo miseria. Mangiava patate per tutta la settimana in attesa del Sabbat per poter gustare la carne e la carpa farcita. Lazar, più alto dei ragazzi della sua età, moriva letteralmente di fame. L’arrivo dei nazisti non aveva certo migliorato le cose. Era stato anche costretto a tagliarsi i capelli e a nascondere la calottina.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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