Chiave 17 (Newton Compton 2018)

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La collana “Nuova Narrativa Newton” (Newton Compton) porta in libreria un nuovo thriller di Marc Raabe.

La scheda di Uruk:

Chiave 17 (Schlüssel 17, 2018) di Marc Raabe [9 agosto 2018] Traduzione di Angela Ricci

La trama:

Nel Duomo di Berlino viene rinvenuto un corpo crudelmente mutilato, simile a un angelo con due inquietanti ali nere: è Brigitte Riss, pastora della chiesa. Ha al collo una chiave con il numero 17, la firma di uno spietato assassino. Il poliziotto Tom Babylon vuole essere assegnato a questo caso a qualunque costo. Ma il suo non è un semplice desiderio di giustizia. Anni fa, infatti, una chiave identica ha portato alla scomparsa della sorellina. Quando però gli viene affiancata la psicologa Sita Johanns, la sua sete di vendetta rischia di rimanere insoddisfatta. La donna, infatti, sospetta che Tom abbia qualcosa da nascondere e non è convinta che sia la persona giusta per seguire le indagini. Ma l’assassino sta già tessendo la sua tela, e non si fermerà davanti a nulla.

L’incipit:

Duomo di Berlino
Domenica 3 settembre 2017
Ore 6:28
Winkler apre la porta sul silenzio e sulle tenebre.
A quest’ora qui è tutto così diverso, più intenso e penetrante, come se non avesse una superficie. Il silenzio, l’ampia sala, l’oscurità nella quale la prima luce del giorno fa emergere come dal nulla il possente duomo, quasi fosse la mano di Dio.
Anche con lei, davanti all’altare, era stato così. Era emersa dal nulla, l’aveva colto di sorpresa. Anche in quel caso era stata la mano di Dio? Semmai del Diavolo. Ma anche quello, pensa Winkler, è una creazione di Dio.
Anche quel giorno era una domenica mattina.
La presenza di lei aleggiava nell’aria come una nota cupa che nessuno riusciva a sentire, ma che vibrava nello stomaco. La sua sagoma era emersa dalla penombra, l’indice portato alle labbra. L’aveva sfiorato senza dire una parola, l’aveva spinto su per le scale…
Cerca di tornare in sé, di chiudere la porta ai ricordi, ma non serve a niente. I suoi pensieri restano lì, penetrano dentro di lui come strisciando dal buco di una serratura dentro una stanza di cui non conosceva nemmeno l’esistenza.
Sa bene che in rete si nascondono anfratti del genere. Video. Disgustose offerte. Basta cercare su Google. Ma si può anche evitare di farlo. Lui non l’ha mai fatto. Poi arriva lei, si siede sul suo volto, gli tira i capelli. Avrebbe dovuto gridare «No!», difendersi. E invece lo voleva, voleva avere di più, e di meno. Più dolore e meno aria da respirare.
Lei continuava incessantemente a gemere e a sussurrare. Soprattutto quella parola, che la cupola del duomo faceva riecheggiare dozzine di volte.
A Winkler quella parola odiosa non piace, ma ormai è rimasta incastrata nel suo cervello. Se ne sta appesa lì come un vestito sporco che continua a gridare: Provami! Sono passate sei settimane e lui ci pensa tutte le notti, sdraiato accanto a sua moglie. In autunno festeggeranno le nozze d’argento, e lui adesso ha paura.
Si vergogna, vorrebbe che quella domenica non ci fosse mai stata… e allo stesso tempo la sogna. È come avere un’infezione.
Winkler scaccia via i ricordi. Richiude piano alle proprie spalle la pesante porta di legno ed entra nel duomo. I suoi passi frusciano leggeri sul pavimento, un sussurro che sale su per le colonne e arriva fino in cima alla cupola.
Dio quanto adora quell’acustica!

L’autore:

Marc Raabe nato nel 1968 e vive a Colonia. È amministratore delegato e socio di una ditta di produzione televisiva e cinematografica. Autore rivelazione del thriller tedesco, ha esordito con Il sezionatore, per settimane nella classifica dei libri più venduti in Germania, Francia e Italia, cui sono seguiti Prima di uccidere, bestseller dalla prima settimana di uscita, e L’ho ucciso io. Torna a pubblicare in Italia con Chiave 17. Per saperne di più: www.marcraabe.de

L.

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