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0444Grande classico della serie “Gli Acquanauti”, targato “Segretissimo”, nella prima caccia dell’anno su bancarella.
Tutta la serie degli Acquanauti può vantare le illustrazioni di copertina del mitico Carlo Jacono, e pian pianino passeranno tutte di qua…

La scheda di Uruk:

444. Lo Squalo diventa Tigre [The Aquanauts 1] (Cold Blue Death, 1970) di Ken Stanton (Manning Lee Stokes) [1° giugno 1972] Traduzione di A.G.

La trama:

coldBasi missilistiche, ambasciate, salotti, deserti, giungle, foreste, pagode, aerei supersonici, grandi alberghi, spiagge, montagne. Fino a oggi, la narrativa di spionaggio si è mossa negli ambienti e nelle atmosfere più diversi, ma mai «in immersione». Con «Lo squalo diventa tigre», Ken Stanton sopperisce a questa mancanza e dà il via alla serie degli Acquanauti, una forma di «spy story» nuovissima e nello stesso tempo classica: gli elementi tradizionali ci sono tutti, ma resi nuovi dalla cornice marina. «Lui» è il tenente William Martin, una spia «sui generis», che si muove nell’acqua come un pesce. O meglio, come uno squalo tigre. Questa, infatti, è la qualifica che il SUS dà al suo uomo, una qualifica che diventa nome. E «lei» Di «lei» ce ne sono tante. Pericolose, come si conviene alle antagoniste di un uomo come questo. Belle, com’è nella tradizione del romanzo di spionaggio. Imprevedibili come l’oceano in cui si muovono. E poi, la missione: Operazione Manta. Così è chiamato in codice il tristemente famoso Triangolo delle Bermude, dove sono spariti e spariscono sommergibili, navi, aerei. In quelle acque si deve muovere lo Squalo Tigre a bordo del suo CRAB, un sofisticato mezzo sottomarino che vale due milioni di dollari, un patrimonio che può essere valorizzato esclusivamente dall’uomo che c’è a bordo.

L’incipit:

Millicent Bennet sporse la graziosa testa bionda nell’ufficio interno.
– Comandante, c’è l’ammiraglio Coffin sulla linea S.
Il comandante Greene, della Marina degli Stati Uniti, in quel momento in servizio al Comando Tattico, fece un cenno affermativo e allungò la mano verso il telefono rosso.
– Grazie, Millie. Oh… e quel caffè?
– Sta arrivando.

L.

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