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StylesCourtLe seconde bancarelle dell’anno erano strapiene di numeri della Compagnia del Giallo Newton Compton, la collana “Il Giallo Economico Classico” la cui altissima tiratura ha invaso l’Italia. Sono volumetti che mi sono passati per le mani infinite volte, ma non avevo mai neanche pensato al numero uno della serie.
Visto che erano così tanti, è nato inspiegabilmente questo pensiero: vuoi vedere che becco il numero 1? E così è stato…

In condizioni discrete (rispetto alla spazzatura in cui era sepolto) ecco “Poirot e il mistero di Styles Court” (The Mysterious Affair at Styles, 1920), celebre primo romanzo di Agatha Christie che inaugura la collana quel 3 aprile 1993.
La traduzione è curata da Bruno Armando, e quindi è una chicca perché è diversa da tutte le altre edizioni Mondadori, che dal 1974 (quando cioè ha acquisito i diritti del romanzo, che è stato più volte ritradotto negli anni Trenta italiani) usa quella di Diana Fonticoli.
La traduzione di Armando è stata ripresa nel 2008 per la “Biblioteca Economica Newton Classici” n. 201, e per la successiva ristampa nel 2010 nei “Grandi Tascabili Economici” n. 641.

L’incipit:

Il vivo interesse suscitato nel pubblico da quello che fu definito a suo tempo il “Caso Styles” si è ormai affievolito. Ciononostante, vista la risonanza internazionale che ha avuto, mi è stato chiesto, sia dal mio amico Poirot sia dalla famiglia interessata, di scrivere il resoconto dell’intera storia. Si spera in questo modo di mettere a tacere i pettegolezzi che ancora oggi capita di ascoltare. Perciò racconterò brevemente le circostanze che mi hanno portato a essere coinvolto in questa storia.

L.

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