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0163Altra chicca dalle seconde bancarelle del 2014: Segretissimo Mondadori n. 163, “Agente Flint: missione spaccatutto” di Jack Pearl. Malgrado non venga specificato, questo romanzo è in realtà la novelization del film “Il nostro agente Flint”, arrivato meno di un anno prima nei cinema italiani.

La scheda di Uruk:

163. Agente Flint: missione spaccatutto [novelization] (Our Man Flint, 1965) di Jack Pearl [12 gennaio 1967] Traduzione di Laura Grimaldi
* [Dalla sceneggiatura di Hal Fimberg e Ben Starr per il film “Il nostro agente Flint” (Our Man Flint, 1966) di Daniel Mann, con James Coburn]
Inoltre contiene il saggio: Segreti di ieri: Operazione Antropoide, di Arrigo Bongiorno
Inoltre contiene: Vittorie e sconfitte dei servizi segreti (ultima puntata), di François Musard

La trama:

AgenteFlintSommozzatore, ballerino, poliglotta, chirurgo, campione di karatè, cintura nera di judo, insignito della Croix de Guerre e della Medal of Honor… Derek Flint è tutto questo ed altro. Ma, soprattutto, è un femminista. Ama le donne in tutte le loro espressioni e se ne concede ben quattro alla volta. Non solo: a tempo perso, trova anche il modo di fare l’agente internazionale. E, naturalmente, è il migliore, l’unico, l’imbattibile. Derek Flint è senza dubbio uno dei personaggi più divertenti e più paradossali della narrativa spionistica, da Jean Bruce a John Gardner. Divertente e paradossale, ma con un sottofondo di ironica umanità che lo rende credibile e accettabile. Tuttavia, per conoscerlo fino in fondo l’unica è leggere il romanzo. A noi non resta che dire: abbiamo il grande piacere di presentarvi il nostro agente Flint.

L’illustratore di copertina è il consueto Carlo Jacono, ma riporto anche la locandina del film con Coburn uscito in Italia il 10 marzo 1966.

James Coburn tornerà l’anno successivo a vestire i panni dell’agente Derek Flint nel film “A noi piace Flint” (In Like Flint, 1967): non risultano novelization tratte dalla sceneggiatura di questo nuovo film.

Ecco l’incipit:

La slanciata MG era saettata come un lampo rosso su per la strada costiera che da una parte strisciava lungo i tornanti della montagna e dall’altra terminava in un improvviso strapiombo che scendeva giù fino alle rocce lambite dal mare. Appariva e scompariva, dentro e fuori dalle curve, senza frenare, coi pneumatici che fumavano e gemevano in protesta. All’ultima curva la sua coda tentennò oltre il bordo della strada, mentre le ruote giravano freneticamente per mordere l’asfalto. Lo morsero, finalmente, e la macchina rossa saettò in avanti nella sua folle corsa lungo la strada.

Per finire, in appendice al romanzo c’è una bella presentazione fotografica del film “OS 117 a Tokio si muore”: «Sugli schermi il grande Hubert Bonissuer de la Bath alias OS 117: un’avventura elettronica tutta in technicolor». Seguono sette belle foto in bianco e nero.

L.

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