Tag

,

AgenteSegretoX-9Trovato su bancarella questa stupenda antologia di strisce dedicate al mitico Agente Segreto X-9 nato dalla penna di Dashiell Hammet, con i disegni di Alexander Raymond.
Si tratta del numero 9 della collana “L’Olimpo dei Fumetti” a cura di Pier Carpi con la redazione di Rinaldo Traini, edito nel maggio 1972 dalla Sugar Editore.

La presentazione della collana:

In questa collana compaiono tutti i grandi personaggi del fumetto di avventura dalle origini ad oggi. Ogni volume è dedicato a un personaggio visto attraverso le avventure principali e i più famosi disegnatori. Ogni volume si avvale di una introduzione di Pier Carpi e di complete schede bio-bibliografiche.

AgenteSegretoX9La trama:

AGENTE SEGRETO X-9 è la sigla con la quale venne definito Dan, un G-man inquadrato in un non chiaro dipartimento della polizia americana: nato dalla penna di Alexander Raymond per le immagini, e per i testi da quella del romanziere Samuel Dashiell Hammett (autore di «mistery stories» dopo una fugace esperienza come detective nella famosa agenzia Pinkerton), il nuovo personaggio delle «strips» quotidiane si accodò per conto della King Features Syndicate al filone ormai collaudato dell’avventura poliziesca. Il 22 gennaio del 1934 il «character» vide la luce in pieno «New Deal» quando la riscossa della legge sulla malavita, ormai già in corso da almeno tre anni, era ampiamente proposta attraverso tutti i «mass media». Questo ritardo, considerevole anche in rapporto alla produzione fumettistica, fini comunque per giovargli perché il «comic», eludendo abilmente qualsiasi impostazione ideologica specificatamente legata a questa o a quella dottrina politica, si avventurò senza tanti ripensamenti sulle piste del racconto a grande respiro dove l’azione, sostenuta da un efficace impianto grafico e densa di colpi di scena, si serviva del ritmo e dell’intreccio incalzanti a proporre un tipo di lettura intrattenitiva estremamente accattivante e visualmente suggestiva. Un filone dunque adatto a tutti i gusti e destinato a essere riproposto anche in tempi a noi più contemporanei. James Bond infatti negli anni Sessanta doveva ricalcare fedelmente questa matrice recuperando un successo che il pubblico ha sempre benevolmente accordato agli eroi dell’avventura poliziesca e spionistica. Quando infatti, andando avanti negli anni, al tenebroso e corrucciato Dan si volle affibbiare un profilo più umano e inquadrarlo regolarmente nelle file dello F.B.I., dandogli un nome nuovo e meno generico (Phil Corrigan) e una mogliettina scrittrice di libri gialli (Wilda Doray) egli venne perdendo via via il favore di quel pubblico che alle peripezie di un comune «piedi piatti» gli preferiva il solitario e misterioso vendicatore con licenza di uccidere (la prima moglie di Dan era stata soppressa dai gangsters). Alla fine del 1935 comunque Raymond aveva già abbandonato il personaggio e dopo di lui gli si avvicendarono a ritmo incalzante Charles Flanders, N.A. Fonsky, Austin Briggs, Mel Graff, Paul Norris (che mai lo firmò), Bob Lubbers (con lo pseudonimo di Bob Lewis) e infine Al Williamson che ricalcando la matrice raymondiana riportò l’eroe nel clima degli anni Trenta. A quest’ultimo fu affiancato per i testi il noto soggettista Archie Goodwin (Hammett non aveva più collaborato dopo la prima storia de « Il Dominatore »). «Segret Agent X-9» ebbe naturalmente un’appendice cinematografica: nel 1937 gli fu dedicata una serie di dodici episodi per la regia di Ford L. Beebe e Clift Smith e per l’interpretazione di Scott Kolk e nel 1945 un’altra di tredici episodi per la regia di Ray Taylor e Lewis D. Collins e interpretati da Keye Luke.

L’incipit dell’introduzione di Pier Carpi:

Come molti altri personaggi dei fumetti americani nati nel periodo della grande crisi, anche l’agente segreto X-9, creato nel 1934 dal disegnatore Alex Raymond sui testi del giallista Dashiell Hammett, fu circondato dell’alone romantico tipico degli eroi individualisti, che in seguito doveva scomparire. Era il tempo del tramonto di Al Capone e al crimine organizzato, che aveva avuto schiere di fans anche nei comics, l’ordine ufficiale, quello di squadra, aveva dovuto soccombere non solo nelle sparatorie per le strade o nella scelta di simpatia nei confronti del proibizionismo, ma anche nell’identificazione spontanea del tipico lettore di strisce disegnate. Così, per quanto legato a una organizzazione, sia essa spionistica o poliziesca, il personaggio dell’ordine poteva incontrare il favore del pubblico solo se riusciva a mantenere la sua carica individualistica e a far scendere nella mischia, con una grossolana operazione di transfert, ogni buon cittadino americano.
E la scelta dell’ordine, della giustizia almeno, non poteva essere soltanto ideologica: doveva affondare le sue radici in altre motivazioni sentimentali e affiancare, per l’eroe, a una battaglia per la legge pubblica, quella di una giustizia privata. I personaggi su questa linea non si contano e le motivazioni romantiche sono quasi sempre le stesse, quelle più epidermiche. A colui che intende vendicare i genitori assassinati dai gangsters, a colui che intende rendere giustizia all’amico trucidato, a colui che si prefigge di ripagare le ferite subite da parte di un nefasto torturatore, ecco che si affianca l’agente segreto X-9, poi battezzato Phil Corrigan, che scende nella mischia per lavare il sangue della giovane moglie e della loro bambina, vittime di un truce delitto.

L.

– Ultimi post simili: