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Sfida_CanyonIl western pulp arriva a sublimazione con questa splendida antologia appena uscita per Fratini Editore, curata dal gruppo Mellonta Tauta e tradotta dal bravissimo Roberto Chiavini.
Sto parlando di “Sfida al Canyon Infernale”, antologia di racconti INEDITI di Robert E. Howard, meglio noto come papà di Conan il barbaro.

ThrillerMagazine ha pubblicato in anteprima e in eclusiva l’Introduzione dei curatori: Luca Ortino, Walter Catalano, GianFilippo Pizzo e Roberto Chiavini.

La scheda di Uruk:

Sfida al Canyon Infernale, di Robert E. Howard – a cura di Mellonta Tauta (Luca Ortino, Walter Catalano, GianFilippo Pizzo e Roberto Chiavini) – Fratini Editore (maggio 2014), traduzione di Roberto Chiavini
Contiene:
Tamburi al tramonto (Drums of the Sunset, da “Cross Plain Review”, novembre 1928-gennaio 1929)
La Collina degli Stivali (Boothill’s Payoff, da “Western Aces”, ottobre 1935)
Il nido dell’avvoltoio (Vulture’s Sanctuary, da “Argosy”, novembre 1936)
Gli Avvoltoi di Whapeton (Vultures of Whapeton, da “Smashing Novels”, dicembre 1936)
Lama, pallottola o capestro (Knife, Bullet and Noose, da “Howard Collector”, primavera 1965)
Il “suicidio” di Donory il Codardo (The Extermination of Yellow Donory, da “Zane Grey Magazine”, giugno 1970)
Sfida al Canyon Infernale (Showdown at Hell’s Canyon, da “The Vultures”, 1973)
Lo scherzo del diavolo (The Devil’s Joker, da “Cross Plain” n. 6, 1975)

La quarta di copertina:

Antologia di racconti inediti che attraversa l’intera carriera dell’autore dagli esordi letterari sul quotidiano del paese natale a recuperi postumi, con pistoleri, bari, pellerossa, damigelle in pericolo, cercatori d’oro, precipizi, deserti, l’intero campionario dell’immaginario del Far West.

L’incipit del primo racconto:

Steve Harmer cavalcava alla texana, in modo lento e rilassato, con un ginocchio piegato attorno al collo della sella e la tesa del cappello calata sugli occhi per dare ombra al viso. Il corpo snello si muoveva al ritmo rilassato del passo del cavallo. Il sentiero saliva gradatamente, facendosi via via più ripido. Lo stretto percorso era fiancheggiato da cedri, alternati occasionalmente a noci e ginepri, che tutti quanti lasciavano il posto a degli abeti. Se si fosse voltato, Steve avrebbe visto l’intera pianura da poco lasciata, con pochi alberi a spuntare da un’erba molto alta. Sopra di lui si addensavano i pendii boscosi delle montagne, in un’alternanza di picchi e vette separati da scoscesi pendii, che sembravano issate dal suolo da dita di gigante. All’improvviso, uno scalpiccio di zoccoli lo raggiunse da dietro e Steve si fece da parte per consentire ai cavalieri di superarlo; questi però si arrestarono accanto a lui. L’uomo drizzò la tesa del cappello.

L.

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