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ViaMorugeBella e ricca antologia del 1994 che ripropone racconti classici già apparsi in Garden Editoriale, in ordine sparso. Presa in occasione su eBay, “I delitti della via Morgue”, numero d’annata della testata “Il Romanzo Giallo Classico”.
In copertina troviamo un’illustrazione di Bacchin.

La scheda di Uruk:

6. I delitti della via Morgue [maggio 1994]
Contiene:
I delitti della via Morgue [C. Auguste Dupin] (The Murders in the Rue Morgue, da “Graham’s Lady’s and Gentleman’s Magazine”, aprile 1841) di Edgar Allan Poe – Traduzione di Nicoletta Dudan
Lo svelto [Padre Brown] (The Quick One, da “The Saturday Evening Post”, 25 novembre 1933) di Gilbert Keith Chesterton – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Il truffatore truffato (apparso originariamente come Who Is the Thief? su “Atlantic Monthly”, aprile 1858, ristampato poi come The Biter Bit su “EQMM”, giugno 1949) di William Wilkie Collins – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Il mistero degli azionisti scomparsi (The Investors, da “The Mind of Mr. J.G. Reeder”, 1925) di Edgar Wallace – Traduzione di A. Saletti
Il trattato navale [Sherlock Holmes] (The Adventure of the Naval Treaty, da “The Strand”, 1893, raccolto poi nell’antologia “The Memoirs of S.H.”, 1894) di sir Arthur Conan Doyle – Traduzione di Alda Carrer
Un microbo assassino (A Microbe Murder, , dall’antologia “The Book of a Thousand Thrills”, 1935) di George Goodchild – Traduzione di Alessandro Marcelli Fabiani

La trama:

Grandi maestri del giallo per un libro difficilmente dimenticabile.
Apre il volume il racconto “I delitti della via Morgue”, dove Edgar Allan Poe ci conduce per mano attraverso uno dei misteri più famosi della letteratura gialla e Auguste Dupin ce ne svela i risvolti attraverso indizi apparentemente invisibili.
A completamento del volume potrete leggere una serie di racconti dei più grandi autori del giallo, come Wallace e Doyle, che, con una grande varietà di temi e di idee, hanno offerto spunti efficaci a tutti i grandi autori che sono venuti dopo di loro.

L’incipit del primo racconto:

Difficilmente noi riusciamo a individuare le facoltà mentali definite “analitiche”, più facilmente esse si manifestano attraverso i risultati della loro applicazione. Chi è dotato di una mente analitica gode e s’inorgoglisce nell’esercitarla in tutte quelle attività che possono metterne in luce le doti. E come l’uomo forte trae motivo di soddisfazione nel cimentarsi in quegli esercizi che ne esaltano il vigore, così l’analista si appassiona agli enigmi, agli indovinelli, ai geroglifici. Egli dimostra tanta acutezza nella loro risoluzione che questa sua capacità appare all’uomo comune quasi un potere soprannaturale di intuizione.

L.

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