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GialloClassico29Splendida chicca trovata grazie a Gianni Lègge: un bel numero della collana “Il Giallo Classico” (Garden Editoriale), quando ancora la direzione di Antonio Bellomi presentava chicche.

L’illustrazione di copertina è firmata da Marilena Maiocco.

La scheda di Uruk:

29. Atroce vendetta (Marchester Royal, 1926) di J.S. Fletcher (Joseph Smith Fletcher) [novembre 1991] Traduzione di Riccardo Ghiri
* [Il romanzo viene ristampato nel 1993 da Newton Compton con il titolo Il mistero di Marchester Royal, “Il Giallo Economico Classico” n. 5, sempre con la traduzione di Ghiri]
Inoltre contiene anche:
Gli idioti (The Idiots, 1896) di Joseph Conrad – Traduzione di Massimiliana Brioschi
Maddalena (Maddalena, or The Fate of the Florentines, 1785) di Horace Walpole – Traduzione di Mariarosa Humel
Intrappolato con i faraoni (Imprisoned with the Pharaohs, da “Weird Tales”, maggio-giugno-luglio 1924) di Howard Phillips Lovecraft (anche se è erroneamente riportato Joseph Sheridan Le Fanu) – Traduzione di Valeria Leotta
* [Su “Weird Tales” Lovecraft firma questo racconto come Harry Houdini]
Il segreto di Headlam Height [Max Carrados] (The Secret of Headlam Height, dall’antologia “Max Carrados Mysteries”, 1927) di Ernest Bramah – Traduzione di Valeria Leotta

La trama:

MarchesterRoyalQuando l’avvocato Deckenham viene convocato d’urgenza nella tenuta di un cliente per la morte dello stesso, la cosa può sembrare del tutto normale, ma quando sul medesimo treno sale anche l’ispettore Skarrat di Scotland Yard, la faccenda si fa misteriosa. E infatti l’assassinio di Lord Marchester presenta connotati tali da far pensare che l’omicida sia uno svaligiatore mancato, già apparso sulla scena un paio d’anni prima. Da quel momento hanno inizio indagini serrate che porteranno alla scoperta di un’intricata situazione ereditaria e di odii mai sopiti, fino alla soluzione finale del mistero.

L’incipit:

Di tutti i rispettabili avvocati che affollano il marciapiede di Chancery Lane, verso le dieci di ogni mattina, almeno durante dieci mesi all’allanno, nessuno dava prova di una maggiore metodicità del signor Matthew Deckenham, il cui ufficio si trovava in uno dei vecchi edifici di Lincoln Inn.

L.

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