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1614Dopo l’operativo della CIA Peter Griswold (Sandblast, n. 1536) e Richard Cross (Sturmvogel, n. 1579), Kevin Hochs (alias Enzo Verrengia) presenta in Segretissimo un nuovo eroe della Compagnia: Gary Shannon. Scopriamolo nel numero in edicola questo mese, “L’Operativo. Targeting”.

La scheda di Uruk:

1614. L’Operativo. Targeting (2014) di Kevin Hochs (Enzo Verrengia) [agosto 2014]

La trama:

Green Zone, Baghdad. Il proiettile di un cecchino mette fine alla carriera e alla vita del capitano Coulson. Impedendogli di consegnare la prova schiacciante che inchioderebbe un ufficiale di alto grado implicato in un complotto. Ma all’attacco è sopravvissuta la destinataria delle informazioni: Jessica Thorney, Thor per gli amici e soprattutto per i nemici. Specialista in targeting, la tattica di individuare i bersagli ostili, quindi catturarli o rimuoverli, per fiaccare l’avversario. Una che è meglio avere dalla propria parte. Così come l’Operativo, pronto ad assumere una nuova identità per smascherare chi c’è dietro gli omicidi mirati di personalità strategiche per l’Occidente, il burattinaio che muove i fili di un piano di destabilizzazione globale. Due guerrieri solitari in azione tra killer caucasici e terroristi irlandesi, in un mondo dove non si combattono più battaglie campali, ma una guerra silenziosa e permanente. Dove la partita è cambiata. E nessuno conosce ancora le regole.

L’incipit:

Il vento soffiava da nordovest su Baghdad, con un torrido accanimento che dava l’idea della ferocia.
Dapprima spazzava il deserto, raccogliendo la sabbia, poi arrivava nell’abitato, s’impregnava degli odori locali e li diffondeva. Fumi di esplosivi, cordite residua di spari, rovine carbonizzate, carni cremate, resti organici che fermentavano e gas di putrefazione.
Su tutto dominava il tanfo umido del fiume Tigri, che scorreva senza ripulire niente.
L’acqua aveva perduto lo splendore dei secoli attraversati. Adesso era infetta di sostanze tossiche e cadaveri in decomposizione.
L’ansa emanava un riflesso verdastro solo nei rilievi aerei e satellitari o nelle mappe di Google Earth. Vista da terra somigliava di più a un’immane colata di melma.
Insieme ai miasmi, il vento trasportava dei suoni.
Il crepitio delle armi automatiche, il ruggito dei mezzi da combattimento, il rombo soffuso del consueto traffico, quello che ne rimaneva.
Oltre ai boati.
Irregolari, ma costanti nel segnare le giornate della capitale di un antico califfato e poi di uno Stato retto da un rozzo dittatore detronizzato dagli occidentali quando non serviva più.
Baghdad penetrava nelle narici e nelle orecchie prima ancora di apparire allo sguardo.

L.

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