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ORO19È diventata mitica la passione di Isaac Asimov nel raccontare storie che vedono protagonista se stesso e i propri amici scrittori, mascherati dall’etichetta “Vedovi Neri”. Il Giallo Mondadori ORO (n. 19) presenta questo mese in edicola un gradito ritorno.

La scheda di Uruk:

19. Il Club dei Vedovi Neri (Casebook of the Black Widowers, 1980) di Isaac Asimov [7 agosto 2014] Traduzione di Antonio Ghirardelli
Nota dell’autore (Introduction)
La croce di Lorena (The Cross of Lorraine, da “EQMM”, maggio 1976)
Il buon padre di famiglia (apparso originariamente come A Case of Income-tax Fraud su “EQMM”, novembre 1976, ristampato poi come The Family Man per questa antologia)
La pagina sportiva (The Sports Page, da “EQMM”, aprile 1977)
Il secondo classificato (The Second Best, scritto per questa antologia, gennaio 1980)
L’oggetto mancante (The Missing Item, da “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine”, inverno 1977)
Domani (The Next Day, da “EQMM”, maggio 1978)
Irrilevanza (apparso originariamente come A Matter of Irrelevance su “EQMM”, marzo 1979, ristampato poi come Irrelevance! per questa antologia)
Nessuno è così cieco (apparso originariamente come Come In su “EQMM”, giugno 1979, ristampato poi come None So Blind per questa antologia)
Uno sguardo indietro (The Backward Look, da “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine”, settembre 1979)
Che ora è? (What Time Is It?, scritto per questa antologia, gennaio 1980)
Il secondo nome (Middle Name, scritto per questa antologia, gennaio 1980)
Al più nudo (To the Barest, da “EQMM”, agosto 1979)

La trama:

casebookEsiste un club a New York, formato da sei membri, che si riunisce una volta al mese per una cena molto speciale. A ognuno di questi banchetti è invitato un ospite d’onore a cui si richiede, in cambio, di sottoporre ai commensali un enigma apparentemente insolubile. Che si tratti di rintracciare una donna sconosciuta con l’unico indizio di un antico simbolo, discolpare un innocente accusato dell’omicidio di un usuraio o decifrare l’ultimo messaggio di un agente segreto eliminato dal nemico, spetta alle sofisticate intelligenze raccolte intorno alla tavola l’arduo compito di svelare l’arcano. Immancabilmente, però, dodici casi su dodici, la soluzione del mistero verrà offerta da un personaggio davvero insospettabile. Qualcuno che prende parte ai simposi dei Vedovi Neri da un punto di vista privilegiato. L’ineguagliabile Henry, il cameriere.

L’incipit della “Nota dell’autore”:

Per non so quale motivo, probabilmente grazie a quella tenera, amabile modestia che intride tutto l’essere mio, vivo nel costante timore che qualcuno tenti di fermare il continuo fluire dei miei scritti, delle mie pubblicazioni.
Per esempio, nel lontano marzo 1971 scrissi per “Ellery Queen’s Mystery Magazine” un breve racconto poliziesco che s’intitolava Il Vedovo Nero. Avevo pensato a un unico racconto, ma Frederic Dannay (Ellery Queen) lo presentò come il primo di una nuova serie e fu così che ne scrissi un secondo, e poi un terzo…
A ogni racconto che scrivevo, tremavo per paura che Fred, o qualcun altro, mi dicesse: “Va bene, basta così”.
Per mia fortuna, nessuno mi disse “Basta”.
Quando ormai avevo scritto dodici racconti di quella serie, decisi che ce n’era abbastanza per un libro, che intitolai Tales of the Black Widowers e venne pubblicato dalla Doubleday nel 1974. Poi ne scrissi altri dodici, li raccolsi in un altro volume dal titolo More Tales of the Black Widowers, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 1976.

L’autore:

Isaac Asimov (Petrovichi, Russia, 1920 – New York 1992), laureatosi in chimica e biologia alla Columbia University nel 1939, ha iniziato a scrivere racconti a soli undici anni e ha raggiunto il successo negli anni Cinquanta con la Trilogia della Fondazione, premiato nel 1966 come il miglior ciclo fantascientifico di sempre, e con i racconti del “Ciclo dei Robot”. Oltre che opere di fantascienza, ha pubblicato gialli e numerosi bestsellers di divulgazione scientifica, storica e letteraria.

L.

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