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RusconiLe ultime bancarelle agostine hanno fruttato uno strano libro, edito da Rusconi nel gennaio 2005 con una particolarità: sono assenti tutte le informazioni dei crediti, dai titoli originali al nome dei traduttori!

Malgrado il titolo vanti “Le avventure di Sherlock Holmes”, all’interno invece i racconti sono quelli de Le memorie di Sherlock Holmes, ma essendo assente qualsiasi informazione utile non si sa che razza di antologia sia…
Come se non bastasse, la quarta di copertina la spara grossa dicendo che sono racconti “composti” tra il 1887 e il 1925: ma quando mai? Sono tutti i racconti apparsi nel 1893 sulle pagine di The Strand

Se qualcuno riconosce questa traduzione e sa segnalarmi il traduttore a cui si riferisce, mi faccia sapere, anche scrivendomi a archiviuruk@gmail.com.

La scheda di Uruk:
(ricostruita in base ai titoli e ai contenuti dei racconti)

Le avventure di Sherlock Holmes (nessun credito riportato) di sir Arthur Conan Doyle – I Grandi Classici Rusconi Libri (gennaio 2005), traduttore non indicato
(In realtà questa antologia presenta i racconti de “Le memorie di Sherlock Holmes”)
Barbaglio d’argento (Silver Blaze, da “The Strand”, dicembre 1892)
La faccia gialla (The Adventure of the Yellow Face, da “The Strand”, febbraio 1893)
L’impiegato dell’agente di cambio (The Adventure of the Stockbroker’s Clerk, da “The Strand”, marzo 1893)
Il “Gloria Scott” (The Adventure of the «Gloria Scott», da “The Strand”, aprile 1893)
Il cerimoniale dei Musgrave (The Adventure of the Musgrave Ritual, da “The Strand”, maggio 1893)
I Signori di Reigate (The Adventure of the Reigate Squire, da “The Strand”, giugno 1893)
L’uomo deforme (The Adventure of the Crooked Man, luglio 1893)
Il paziente fisso (The Adventure of the Resident Patient, da “The Strand”, agosto 1893)
L’interprete greco (The Adventure of the Greek Interpreter, da “The Strand”, settembre 1893)
Il patto navale (The Adventure of the Naval Treaty, da “The Strand”, ottobre-novembre 1893)
Il problema finale (The Final Problem, da “The Strand”, dicembre 1893)

La trama:

È una serie di racconti e romanzi polizieschi composti tra il 1887 e il 1925. Di grande successo, l’ispettore Holmes, fece il giro del mondo suscitando imitatori e ammiratori. Difensore degli oppressi e degli innocenti, amante della giustizia, il grande e buffo detective non ha che un’arma: la sua straordinaria acutezza di analisi.

L’incipit del racconto “Barbaglio d’argento”:

– Caro Watson temo che dovrò andare – disse Holmes, un mattino che sedevamo insieme a colazione.
– Andare? E dove?
– A Dartmoor… a King’s Pyland.
La cosa non mi sorprese; mi meravigliavo anzi che egli non fosse coinvolto in quel caso straordinario, che era diventato l’argomento principale delle conversazioni di tutta Inghilterra. Per un’intera giornata il mio compagno fu occupato a misurare la stanza con i suoi lunghi passi, il mento abbassato sul petto e le sopracciglia aggrottate, continuando a caricare di tabacco fortissimo la sua inseparabile pipa, e completamente sordo alle mie domande e alle mie osservazioni. Il nostro giornalaio ci portava in continuazione tutte le nuove edizioni dei vari giornali, cui egli si limitava a dare un’occhiata per poi metterli subito da parte. Nonostante il suo silenzio, però, io sapevo benissimo che cosa Holmes stesse rimuginando. In quel momento uno solo poteva essere il problema che doveva stuzzicare la sua curiosità analitica, cioè la misteriosa scomparsa del favorito della Coppa Wessex, e la tragica morte del suo allevatore. Quando dunque mi annunciò improvvisamente la sua intenzione di recarsi sulla scena dell’accaduto, ciò non era altro che quello che io avevo atteso e sperato.
– Sarò lietissimo di accompagnarla, purché la mia presenza non le rechi fastidio – dissi.
– Caro Watson, mi farà anzi un grandissimo favore venendo. Credo inoltre che lei non spenderà male il suo tempo, poiché questo caso presenta degli aspetti così strani che, secondo me, promette di essere assolutamente unico nel suo genere. Penso che avremo giusto il tempo di prendere il treno a Paddington, e durante il viaggio le spiegherò meglio la situazione. Le sarò molto grato se porterà con sé il suo binocolo.
Fu così che circa un’ora dopo mi trovavo sul sedile d’angolo di uno scompartimento di prima classe, su un treno espresso, diretto a Exeter, mentre Sherlock Holmes, il viso aguzzo e intelligente ombreggiato dal berretto da viaggio, si tuffava con avidità nel mucchio di giornali appena acquistati alla stazione di Paddington. Dopo aver passato Reading buttò sotto il sedile l’ultimo foglio che teneva in mano, e mi offrì il suo portasigari.
– Andiamo ad una bella velocità -, osservò, guardando fuori del finestrino e dando un’occhiata al suo orologio. – Attualmente teniamo una media di cinquantatre miglia e mezzo orarie.
– Non ho badato ai paletti indicatori -, dissi.
– Nemmeno io, ma i pali del telegrafo su questa linea sono alla distanza di sessanta metri l’uno dall’altro ed il calcolo è semplicissimo. Credo che lei sia già informato sugli eventi riguardanti l’assassinio di John Straker e la scomparsa di Barbaglio D’Argento.
– Ne ho letto la cronaca riportata sul Telegraph e sul Chronicle.
– Si tratta di uno di quei casi in cui l’arte del ragionatore dovrebbe essere usata più per il vaglio dei particolari che per l’acquisizione di nuove prove. Si tratta di una tragedia così insolita, così totale, e di tale importanza per tanta e tanta gente, che ci troviamo di fronte ad un eccesso di supposizioni, di congetture ed ipotesi. La difficoltà consiste nello staccare l’ossatura dei fatti, fatti assoluti ed innegabili, dagli avvenimenti apportati dai teorici e dai cronisti. Dopo esserci posti su questa base concreta, è nostro dovere vedere quali induzioni se ne possono trarre, e quali sono i cardini principali su cui si svolge questo singolare mistero. Martedì sera mi telegrafarono sia il colonnello Ross, proprietario del cavallo, sia l’ispettore Gregory, che si occupa del caso, sollecitando la mia collaborazione.

L.

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