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Addio_ArmiSplendido primo numero della storica collana “Oscar Mondadori”, anche se purtroppo è solo una XI ristampa del settembre 1978.
L’illustrazione di Paolo Guidotti accompagna un romanzo storico che ha segnato un’epoca, anche nell’editoria italiana da edicola.

Ecco la scheda di Uruk:

1. Addio alle armi (A Farewell to Arms, 1929) di Ernest Hemingway [17 aprile 1965] Traduzione di Giansiro Ferrata, Dante Isella e Puccio Russo

Ecco una ricostruzione del successo di questo primo numero degli Oscar, dallo stupendo saggio L’editoria italiana nell’era digitale (2014) a cura dell’Accademia della Crusca. Riporto un passaggio firmato da Giancarlo Chiarle:

La ‘rivoluzione’ scoppia nel 1965 con gli Oscar, «i libri-transistor che fanno biblioteca» come li presenta la pubblicità. L’idea è di sfruttare i diritti già posseduti ripubblicando in edizione economica titoli di successo. Rispetto ad altre collane, le novità sono la cadenza settimanale, che consente sgravi fiscali e sollecita l’attesa del lettore, e la scelta dell’edicola per la distribuzione. Addio alle armi di Ernest Hemingway arriva in edicola un martedì di fine aprile: 60.000 copie si esauriscono in giornata, in una settimana si superano le 200.000, in due mesi si sfiorano le 400.000.

Farewell_ArmsEcco la quarta di copertina:

I temi della guerra, dell’amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l’opera di Hemingway, trovano in Addio alle armi uno spazio e un’articolazione particolari.
È la vicenda stessa (le peripezie di un tenente americano aggregato come conducente d’autoambulanza all’esercito italiano durante la prima guerra mondiale) a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarietà dell’esistenza, alla rivolta contro la violenza ed il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale durante la ritirata di Caporetto, da atto apparentemente «inconsulto», viene poi rivelandosi (col ricongiungimento tra il protagonista e la donna di cui è innamorato) una condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l’amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità, rimane un’aspirazione, che l’uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali, sembra dire Addio alle armi, è inutile lottare.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE, per finire, l’incipit:

Sul finire di quell’estate abitavamo in un villaggio dove di là dal fiume e dalla pianura si vedevano i monti. Nel letto del fiume ciottoli e ghiaia erano asciutti e bianchi nel sole e l’acqua correva limpida e azzurra nei canali.

L.

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