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Spada_DamocleIl 1982 è un annus mirabilis per la Arnoldo Mondadori Editore, in quanto invade edicole e librerie di narrativa di genere di ottima qualità… scoprendo troppo tardi che i lettori italiani non vogliono la narrativa di genere di ottima qualità…
Mentre già la sua collana “FLASH” presentava in edicola il meglio della narrativa d’azione contemporanea (da Remo Williams all’ispettore Callaghan) destinata a interrompersi quello stesso anno, Marco Tropea cura anche la “Biblioteca dell’Avventura”, supplemento della (purtroppo) morente sua altra ottima collana mondadoriana: “Cerchiorosso. I Libri dell’Avventura”.
Con una illustrazione di copertina di Oliviero Berni, ecco un romanzo uscito come supplemento a “Cerchiorosso” n. 38: l’ultimo numero di una collana troppo dimenticata.

La scheda di Uruk:

La spada di Damocle (The Damocles Sword, 1981) di Elleston Trevor [marzo 1982] Traduzione di Marco e Dida Paggi

La trama:

DamoclesUn lieve soffio di vento agita la corona di rose rosse posta davanti alla bara di Vanessa Benedict. Sul nastro della corona, una semplice scritta: «In ricordo di una vera amica, da Adolf Hitler». Perché Vanessa è morta? Si è veramente uccisa? Quale torbido legame la stringeva al Führer? È l’agosto 1939, l’ultimo mese di pace, e l’Inghilterra sembra troppo occupata dai preparativi bellici per rispondere a questi interrogativi. Ma una persona vuole andare fino in fondo. È Martin, il fratello di Vanessa. Martin che vuole sapere, Martin che vuole vendicare, Martin che è pronto a calarsi nella più pericolosa delle missioni per riscattare il nome della sua famiglia. Nella divisa grigia dei Totenkopfverbände, le “Teste di morto” incaricate di gestire i campi di sterminio, Martin percorre lo spaventoso circuito della morte organizzata, per salvare, strappare segreti, uccidere. E deve far presto, prima che sugli Alleati si abbatta la spada di Damocle dell’arma segreta tedesca. Presto, e con un unico pensiero in mente: «Riuscire e distruggere».

L’incipit:

I cancelli del palazzo vennero aperti alle tre e un quarto del pomeriggio, qualche istante dopo che il Big Ben ebbe battuto l’ora; dopo venti minuti il parcheggio nel cortile anteriore era già pieno, e le auto in arrivo dovettero cominciare ad avviarsi verso Wellington Barracks. Lungo il Mall i poliziotti controllavano i contrassegni sul parabrezza e indicavano agli invitati dove parcheggiare. Tra il sole che scottava e l’afa le signore, con gli abiti estivi e gli ampi cappelli, erano più fortunate degli uomini in abito da cerimonia. Alle quattro meno un quarto i marciapiedi lungo il Mail, Birdcage Walk e Buckingham Gate erano pieni di gente. Erano state invitate diecimila persone, e si pensava che sarebbero venuti almeno in ottomila.

L’autore:

Paragonato a Le Carré per la capacità di creare personaggi complessi e ambivalenti, e sottili atmosfere d’intrigo, l’inglese Elleston Trevor (nato nel 1920) debuttò nella narrativa di spionaggio sotto lo pseudonimo di Adam Hall con Quiller memorandum (Operazione Phoenix, 1965), che vinse il premio Edgar Allan Poe. Seguirono altri nove romanzi, tutti incentrati sul personaggio di Quiller, agente poco volonteroso e motivato, oppresso dalle alte sfere dell’MI6. Pilota della RAF durante la Seconda guerra mondiale, Trevor partecipò alla Battaglia d’Inghilterra, e narrò le sue esperienze nel romanzo Squadriglia aerea (1955). In Italia ha pubblicato anche Il volo della Fenice (1964). È considerato uno tra gli scrittori inglesi di fiction più colti, versatili e dotati.
[Aggiungo che l’autore scrive sceneggiature con la firma Trevor Dudley Smith]

L.

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