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Sesto_UomoCome ho scritto l’altroieri, il 1982 è un annus mirabilis per la Arnoldo Mondadori Editore, perché ha portato una ingente mole di ottimo materiale letterario in libreria e in edicola… riscuotendo però il record di non consensi.
Mentre la collana “FLASH” nasce a muore lo stesso anno, dalla chiusura della sua ottima “Cerchiorosso. I Libri dell’Avventura” il curatore Marco Tropea cerca di salvare qualcosa: dopo il numero regolare 38 (l’ultimo della collana) inizia una serie di uscite irregolari, presentate come supplementi, che vanno sotto l’etichetta di “Biblioteca dell’Avventura”. Arrivati alla fine dell’anno, per questo numero si sceglie di puntare il tutto per tutto e aggiungere in copertina un curioso “Biblioteca FLASH”, cercando di far capire il collegamento con l’altra collana mondadoriana.
Purtroppo sarà tutto inutile, morirà tutto in questo 1982, ma con un’illustrazione di copertina di Giuseppe Festino si fa in tempo a presentare questa chicca proveniente dalla storica Fleuve Noir.

La scheda di Uruk:

Il sesto uomo (La Maffia à Paris, 1973) di Serge Jacquemard [ottobre 1982] Traduzione di Francesco Montessoro

La trama:

Maffia_ParisQuando il Sindacato del Crimine ti chiama, è meglio rispondere. E se ti affida una missione, è meglio portarla a termine al più presto, a perfezione. Anche se non è un incarico da poco, come quello affidato a Harry Shulz: eliminare sei personaggi scomodi, coinvolti nel traffico della droga.
Harry è un vecchio sicario, con il pelo sullo stomaco e il fegato a prova di bomba e di bourbon. Ma ammazzare sei gangster non è un gioco da ragazzi; bisogna indagare, organizzare, tessere sottili trame. E l’errore è sempre in agguato: capita di valutare male il nemico, e ancor peggio di considerare amico chi non lo è. Ogni sbaglio è un cadavere, nella girandola d’azione che coinvolge Harry Shulz. Un cadavere che può essere il tuo o quello della tua splendida amica.

L’incipit:

Era un buon programma televisivo. Joe Frazier, perfettamente a suo agio, rispondeva con calma alle domande insidiose dell’intervistatore. Sì, pensava di conservare il titolo mondiale dei pesi massimi nel match contro Cassius Clay. Diceva apposta “Cassius Clay”, fregandosene del fatto che il giornalista usava solo il nome “Muhamed Ali”, per indicare il suo futuro avversario. No, non aveva proprio paura di Cassius Clay.

L’autore:

Studente di legge e di lettere a Parigi e a New York, ex parà in Francia, portuale a Caracas, perforatore di petrolio nel Texas e nel Sahara spagnolo, amministratore di un’impresa di lavori pubblici a Sumatra, Giakarta e in Turchia, sorvegliante di un casinò a Cuba, ai tempi di Batista, Serge Jacquemard ha incontrato nella sua vita ogni tipo di situazione e di uomini. La sua prosa, cruda e realistica, ha già incontrato il favore dei lettori del Giallo Mondadori, di Segretissimo e di Flash.

L.

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