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Mildred_Pierce
Mildred_Pierce (Longanesi)Era il 1946 quando la Longanesi portò in Italia il romanzo Mildred Pierce di James M. Cain, intitolandolo semplicemente “Mildred” (La Gaja Scienza n. 3), anticipando di più di un anno l’arrivo nelle nostre sale – il 2 dicembre 1947 – del film che Michael Curtiz ne aveva tratto: “Il romanzo di Mildred” (Mildred Pierce, 1945) con Joan Crawford protagonista.

Joan Crawford

Joan Crawford

Quella prima traduzione di Maria Napolitano sarebbe rimasta l’unica, passando dai Libri Pocket (n. 23, 1966) ai Tascabili Bompiani (n. 153, 1979) agli Einaudi Tascabili (n. 902, 2001)
Quando nel 2011 la celebre HBO produce una miniserie televisiva in cinque episodi con Kate Winslet nel ruolo protagonista, tocca alla Adelphi ripresentare il romanzo di Cain: sempre affidandosi alla traduzione della Naplitano e usando in copertina la cover della miniserie.

Ecco la scheda di Uruk dell’edizione Adelphi (l’ultima italiana, al momento):

403. Mildred Pierce (Mildred Pierce, 1941) di James M. Cain [2011] Traduzione di Maria Napolitano

mildred_pierce_james_m_cain_book_cover.jpgEcco la quarta di copertina della Adelphi:

Nel 1941, subito dopo essersi affermato, il noir rivolse le sue armi contro se stesso – con questo libro, che alla ferocia del genere assomma quella, anche più implacabile, del mélo. Fino alla sua uscita, le dark lady di innumerevoli romanzi (e di altrettanti film) usavano la seduzione per condurre qualsiasi maschio capitasse loro a tiro a forme di distruzione spesso molto peggiori della morte. Ma qui Cain – che di quelle storie aveva già scritto uno degli archetipi più potenti e imitati, Il postino suona sempre due volte – va molto oltre. Con le sue letali sorelle Mildred Pierce ha in comune il carattere, la capacità di andare dritta allo scopo – peraltro rispettabile, e cioè raggiungere un qualche benessere nell’America della Grande Depressione – e un fondato scetticismo nei confronti del genere maschile. Sul quale infatti trionfa, salendo uno alla volta tutti i gradini di un successo insperato, per una casalinga californiana malamente abbandonata dal marito. E in effetti niente sembrerebbe poter fermare l’ascesa di Mildred: niente, se non la sua immagine rovesciata, sua figlia Veda, la creatura forse più demoniaca di tutta la narrativa nera.

Mildred_Pierce (Bompiani)E, per finire, l’incipit:

Nella primavera del 1931, su un prato di Glendale, in California, un uomo lavorava attorno ad alcuni alberi. Tagliava prima i rami morti, poi avvolgeva, intorno a quelli più deboli, strisce di tela di sacco e legava i rami con cordicelle per sostenere gli avocados in autunno, quando fossero maturati. Il pomeriggio era caldo ma l’uomo lavorava calmo e preciso, fischiettando. Sui trentacinque anni, non era un gran che d’uomo, ma portava con disinvolta eleganza i suoi calzoni benché fossero sudici. Herbert Pierce si chiamava.

L.

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