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Longanesi_SpyStory5Scopro con grande sorpresa che la Longanesi sul finire degli anni Ottanta non ha solo curato la collana “Mystery” ma si è lanciata anche nello spionaggio con la collana “Spy Story”.
L’illustrazione di copertina è firmata da Rolando Mazzoni.

Ecco la scheda di Uruk:

5. Reazione a catena (Chain Reaction, 1983) di Nicholas Guild [agosto 1988] Traduzione di Alberto Bracci

Chain_ReactionEcco la quarta di copertina:

1944: le sorti della guerra non sono più a favore della Germania. La fortezza nazista è sottoposta a massicci bombardamenti dalle forze aeree degli alleati. La sola speranza del Reich è la costruzione dell’arma segreta, della bomba atomica. Ma la base per la produzione dell’acqua pesante, in Norvegia, è stata resa praticamente inutilizzabile. La corsa all’arma decisiva sta per essere vinta dagli Stati Uniti d’America. Ed ecco che in una fredda notte di gennaio un U-boat sbarca sulla costa del Maine un importante personaggio. Il barone Joachim von Niehauser è un aristocratico prussiano, un uomo versato nell’arte della guerra. Un uomo che è contrario al regime nazista, ma leale verso la sua patria. La missione che lui tenta di compiere è quasi senza speranza: si tratta di entrare in contatto con una spia tedesca precedentemente infiltrata nel Progetto Manhattan, trafugare i dati concernenti la bomba e portarli in Germania. Reazione a catena è il racconto del disperato viaggio del barone von Niehauser per sfuggire alla caccia spietata che gli dà l’agente dell’FBI George Havens, l’uomo disincantato che combatte la sua guerra con tenacia e quasi con disprezzo nel gelido inverno americano.

E, per finire, ecco l’incipit:

Erano trascorse le dieci quando il sommergibile uscì in superficie. L’acqua grigia sbatteva su e giù per il ponte, schiaffeggiando la torretta di comando e provocando schizzi che andavano a ricadere sul ponte stesso. L’oscurità lo avvolgeva, come se si trovasse lì da sempre. Nevicava sommessamente. Il silenzio era assoluto. Meyersdorff aveva dato ordine di spegnere le luci di direzione in modo che nulla fosse visibile dalla costa, poi venne aperto il boccaporto. Ne uscì un uomo, seguito poi da un altro. Si guardò intorno aspettandosi di vedere la terraferma, ma ebbe l’impressione di essere inghiottito da un vuoto senza fine. Infilò rapidamente le mani nelle tasche del cappotto, pensando che non aveva idea di ciò che avrebbe dovuto fare dopo. Il freddo era pungente e il cielo era nero, senza stelle.

L.

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