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Enigma_AlfiereNumero d’annata della collana “Le Grandi Firme del Giallo”, curata da Antonio Bellomi per la Garden Editoriale.
Il romanzo è un celebre e super-ristampato titolo di S.S. Van Dine a sfondo scacchistico.
L’illustrazione di copertina è firmata da Nocerino.

Ecco la scheda di Uruk:

4. L’enigma dell’Alfiere [Philo Vance 4] (The Bishop Murder Case, 1928), di S.S. Van Dine [aprile 1991] Traduzione di Stefano Massaron
Contiene anche:
Mary Burnet (Mary Burnet, dall’antologia “The Shepherd’s Calendar”, 1828) di James Hogg – Traduzione di Mida

VD_BishopPPEcco la quarta di copertina:

Philo Vance, l’eclettico, cerebrale, brillante investigatore torna in azione, per dare una mano al suo amico, il procuratore distrettuale John F.X. Markham della contea di New York. Tutto ha inizio con l’assassinio di J.C. Robin, vincitore di diverse gare di tiro con l’arco. Ma come mai Robin viene ucciso proprio con una freccia sul campo di tiro della villa di un illustre fisico, il professor Bertrand Dillard? Robin, però, non è l’unica vittima. Più tardi viene trovato ucciso uno studente, John Sprigg, addosso al quale viene rinvenuta una misteriosa formula. E a questo punto le cose davvero si complicano, in una successione di avvenimenti apparentemente slegati fra loro, che solo dopo un paziente lavoro di deduzione la brillante mente di Philo Vance riuscirà a ricomporre come i tasselli di un puzzle per arrivare alla soluzione finale.

Philo Vance (Basil Rathbone) e, alla sua sinistra, Belle Dillard (Leila Hyams) nel film del 1930 tratto dal romanzo

Philo Vance (Basil Rathbone) e Belle Dillard (Leila Hyams) nel film del 1930 tratto dal romanzo

E, per finire, l’incipit:

Tra tutti i casi di omicidio a cui Philo Vance partecipò in qualità di investigatore ufficioso, il più sinistro, il più bizzarro, quello apparentemente più incomprensibile e sicuramente il più terrificante, fu quello che seguì gli omicidi del famoso caso Greene. L’orgia di orrore nella vecchia tenuta dei Greene giunse al suo stupefacente epilogo in dicembre. Dopo le vacanze di Natale, Vance si recò in Svizzera a praticare gli sport invernali e, al suo ritorno a New York in febbraio, si immerse nella traduzione dei passi principali di Menander trovati nei papiri egizi rinvenuti ai primi anni di questo secolo, un impegno letterario che aveva in mente di affrontare da tempo, e si dedicò devotamente per oltre un mese a questo compito ingrato.

L.

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