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GialliProibiti170Splendido vecchio volume della collana “I Gialli Proibiti”, mensile della Longanesi che costituiva negli anni Sessanta un’ottima concorrenza ai Gialli Mondadori.
In questo caso la collana prosegue a presentare le avventure di un eroe pulp ormai dimenticato: Shell Scott, protagonista di decine romanzi dagli anni Cinquanta in poi.

La scheda di Uruk:

170. Non passa più [Shell Scott 31] (The Meandering Corpse, 1965) di Richard S. Prather [settembre 1967] Traduzione di Maria Luisa Cesa Bianchi

La presentazione della collana:

I «Gialli Proibiti» sono ormai diventati i preferiti di chi cerca non soltanto il romanzo appassionante, che si legge tutto d’un flato sino all’ultima pagina, ma che possiede anche un valore drammatico e letterario duraturo. In una parola, i «Gialli Proibiti» sono diventati i vostri gialli. La testa del gatto nero, contrassegno delle loro sovracoperte, vi è ormai nota come sigillo di garanzia. Garanzia della più alta qualità dei testi e delle traduzioni e di pregi che invano cerchereste in collezioni tanto divulgate come questa.

L’incipit:

Quando entrai al Jazz Pad, Lilli Lorraine stava cantando a piena voce e le parole rimanevano sospese nell’atmosfera fumosa e rovente del locale.
Lilli era al centro della pista da ballo avvolta dal fascio azzurro di un piccolo riflettore, il capo all’indietro, gli occhi chiusi, le labbra che baciavano le consonanti e mordicchiavano roche vocali. Era una cantante piena di fascino, di fascino sensuale, e quando incominciò a cantare Un uomo e una donna, nessuno osò più alzarsi, ed io pensai che se avesse cantato l’inno nazionale, gli Stati Uniti avrebbero dovuto cambiarlo.

L.

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