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Hammett_OmbraSplendido vecchio numero della collana “Maschera Nera. I capolavori del giallo d’azione”, diretta da Oreste del Buono agli inizi degli anni Ottanta per la Mondadori.
Non so se l’immagine di copertina (firmata da Ugo Bertotti) sia così blu o se il volume si sia rovinato a stare troppo al sole, sulla bancarella in cui l’ho trovato.

Ecco la scheda di Uruk:

7. L’uomo ombra (The Thin Man, 1934) di Dashiell Hammett [ottobre 1980] Traduzione di Marcella Hannau

Thin_ManEcco la quarta di copertina:

L’uomo ombra (1934) è l’ultimo romanzo scritto da Hammett e forse proprio per questo coltiva in sé, nella sua durezza di diamante, un palpito quasi smarrito di patetica commozione, una luce in più. Lo riproponiamo in “Maschera Nera” per restituirlo alla sua grande dignità letteraria, dopo i vari tradimenti cinematografici Lo restituiamo alla sua vera proprietà stilistica e artistica. Con il suo dialogo intatto, quel dialogo così tagliente e brillante, crudele e invaghito di sé, disinvolto e incisivo, dalla battuta facile ma mai banale, un dialogo tra i meglio riusciti non solo nei romanzi e racconti di Hammett, ma anche nei racconti e romanzi di Hemingway e in tutta la narrativa americana di quel periodo così felice per la narrativa.

Thin_Man_filmE, per finire, l’incipit:

Stavo appoggiato al banco di un bar della Cinquantaduesima Strada, aspettando che Nora terminasse le sue commissioni natalizie, quando una ragazza si alzò dal tavolo dove stava seduta con altre tre persone, per avvicinarsi a me. Era piccola di statura, bionda, e sia che se ne considerasse il viso o la figura nell’ambito sportivo azzurro-polvere, il risultato era comunque soddisfacente. — Lei non è Nick Charles? — domandò.
Risposi: — Sì.

L.

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