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Dexter_FanciullaLa collana “La Memoria” (Sellerio) porta in Italia un grande inedito di Colin Dexter: l’ottava indagine dell’ispettore Morse.

Ecco la scheda di Uruk:

988. La fanciulla è morta [Ispettore Morse 8] (The Wench is Dead, 1989) di Colin Dexter [2015] Traduzione di Luisa Nera

wenchEcco la quarta di copertina:

«Era come se a un drammaturgo inesperto fosse stata affidata una trama che prevedeva un omicidio, e quello si fosse buttato a scrivere pagine e pagine di dialoghi inappropriati, fuorvianti e a tratti contraddittori». Capita per le mani dell’ispettore capo Morse, costretto in ospedale, un libretto, Assassinio sul canale di Oxford. È una memoria, la minuziosa microstoria di un delitto avvenuto nel 1859, ricerca di una vita dell’anziano colonnello del letto vicino appena spirato che lo ha lasciato al poliziotto come ricordo. Morse legge e, dalla prosa ordinata del colonnello, apprende con ricchezza di particolari dello stupro e annegamento di Joanna Franks, un’avvenente signora in viaggio da sola lungo il canale, passeggera di una chiatta da trasporto di alcolici. L’incubo di una donna per giorni in mano a degli ubriaconi che ai tempi aveva impressionato l’opinione pubblica. Incolpati del delitto furono i tre barcaioli, due dei quali giustiziati e uno deportato dopo due accurati processi. Ma ci sono discrepanze, strani vuoti e sproporzioni che allertano i sensi annoiati dell’ispettore, che non può evitare di applicare la sua mente enigmistica a costruire trame alternative. Aiutato in questo dalle ricerche sul campo del fido agente Lewis e della affascinante bibliotecaria Christine. La soluzione finale è sorprendente e ineccepibile. Un giallo in cui niente suona gratuito, artificioso o arbitrario. La vicenda è narrata in presa diretta. Il lettore conosce il libro del colonnello insieme all’ispettore; si insospettisce di ciò che lo insospettisce; segue dall’interno le sue controdeduzioni; riconosce, nei reperti e nelle tracce che la squadra dell’ispettore riesce ancora a reperire, le stesse conferme e smentite che giungono agli occhi di Morse. Colin Dexter si conferma quale massima espressione del giallo deduttivo classico di scuola inglese. Corretto però da quella carica ironica che rende l’ispettore capo Morse una compagnia memorabilmente divertente.

E, per finire, l’incipit:

A tratti, quel martedì, ebbe la nausea. Mercoledì diede di stomaco a ripetizione. Giovedì ebbe la nausea a ripetizione, ma diede di stomaco solo a tratti. A fatica, venerdì mattina presto, sfibrato, intontito e indicibilmente stanco, trovò la forza di trascinarsi dal letto fino al telefono e cercò di scusarsi con i suoi superiori della centrale di Kidlington perché quel giorno di fine novembre con ogni probabilità non si sarebbe presentato in ufficio.
Sabato mattina, al risveglio, ebbe la gradevole sensazione di stare parecchio meglio. Difatti, seduto nella cucina del suo appartamentino a North Oxford, con addosso un pigiama a strisce sgargiante come una sdraio al lido, stava appunto considerando se il suo stomaco fosse all’altezza di un weetabix quando squillò il telefono.

L.

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