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UraniaHorror08Ritorna in edicola uno speciale “Urania Horror” con un’antologia di racconti del celebre Robert E. Howard, prima parte di un’opera più vasta.

La scheda di Uruk:

8. I figli della notte. Racconti dell’orrore, volume 1 (The Horror Stories of Robert E. Howard, 2008) di Robert E. Howard [marzo 2015] Traduzione di Laura Serra
L’ora del lupo, di Giuseppe Lippi
Nella foresta di Villefère (In the Forest of Villefère, da “Weird Tales”, agosto 1925)
Canto dei lupi mannari [versi] (Song of the Werewolf Folk, nel volume postumo Etchings and Odysseys, 1987)
Testa di lupo (Wolfshead,, da “Weird Tales”, aprile 1926)
Vieni, John Kane [versi] (Up, John Kane!, nel volume postumo Etchings and Odysseys, 1987)
Ricordo [versi] (Remembrance, da “Weird Tales”, aprile 1928)
Il serpente del sogno (The Dream Snake, da “Weird Tales”, febbraio 1928)
La maledizione del mare (Sea Curse, da “Weird Tales”, maggio 1928)
Il fantasma della brughiera [versi] (The Moor Ghost, da “Weird Tales”, settembre 1929)
La luna irridente [versi] (Moon Mockery, da “Weird Tales”, aprile 1929)
Il Piccolo Popolo (The Little People, da “Coven” n. 13, gennaio 1970)
L’odio di un morto [versi] (Dead Man’s Hate, da “Weird Tales”, gennaio 1930)
La taverna [versi] (The Tavern, in Singers in the Shadows, 1970)
Uno scricchiolio d’ossa (Rattle of Bones, da “Weird Tales”, giugno 1929)
La paura che insegue [versi] (The Fear that Follows, in Singers in the Shadows, 1970)
Lo spirito di Tom Molyneaux (apparso originariamente come The Apparition in the Prize Ring con lo pseudonimo di John Taverel su “The Ghost”, aprile 1929, ristampato poi come The Spirit of Tom Molyneaux)
L’ultimo canto di Casonetto [versi] (Casonetto’s Last Song, nel volume postumo Etchings and Odysseys, 1987)
Il tocco della morte (apparso originariamente come The Fearsome Touch of Death su “Weird Tales”, febbraio 1930, ristampato poi come The Touch of Death)
Dagli abissi (Out of the Deep, da “Magazine of Horror”, novembre 1967)
Una leggenda di Faring [versi] (A Legend of Faring Town, in Verses in Ebony, 1975)
Acque agitate (Restless Waters, da “Witchcraft & Sorcery”, 1974)
L’ombra della bestia (The Shadow of the Beast, da “Witchcraft & Sorcery”, 1977)
La nave negriera [versi] (The Dead Slaver’s Tale, da “Weirdbook”, 1973)
Dermod’s Bane (Dermod’s Bane, da “Magazine of Horror”, autunno 1967)
Le colline dei morti (The Hills of the Dead, da “Weird Tales”, agosto 1930)
Non scavatemi la fossa (Dig Me No Grave, da “Weird Tales”, febbraio 1937)
Canzone del menestrello pazzo [versi] (The Song of a Mad Minstrel, “Weird Tales”, febbraio-marzo 1931)
I figli della notte (The Children of the Night, da “Weird Tales”, aprile-maggio 1931)
Meditazioni [versi] (Musings,, da “Witchcraft & Sorcery”, gennaio-febbraio 1971)
La pietra nera (The Black Stone, da “Weird Tales”, novembre 1931)
La cosa sul tetto (The Thing on the Roof, da “Weird Tales”, febbraio 1932)
L’abitatore di Valle Fosca [versi] (The Dweller in Dark Valley, da “Magazine of Horror”, novembre 1965)
L’orrore nel tumulo (The Horror from the Mound, da “Weird Tales”, maggio 1932)
Un sordo bussare [versi] (A Dull Sound as of Knocking, da A Rhyme of Salem Town and Other Poems, 2007)
Il popolo delle tenebre (People of the Dark, da “Strange Tales”, giugno 1932)
Delenda est (Delenda Est, da “Worlds of Fantasy”, 1968)
La tomba sul promontorio (The Cairn on the Headland, da “Strange Tales”, gennaio 1933)

La trama:

howard03_bForeste maledette, esseri con la testa di lupo, serpenti che appaiono nei sogni e la Cosa che salì dal profondo… Ma anche uomini che combattono il male con la spada, perché quando i demoni prendono forma terrena e sciamano nel mondo, possono essere fermati con la forza dei migliori. In questo ricco volume, il primo di due, i racconti horror di Robert E. Howard sono accompagnati dalle leggende dei tempi più remoti, gli stessi in cui affondano le radici del folklore. Solomon Kane, Bran Mak Morn e altri personaggi dell’universo nero di Howard si battono contro il soprannaturale, mentre negli ottimi racconti “regionali” la scena è oggi, nel Southwest dei deserti o tra le acque delle paludi, dove i discendenti degli schiavi praticano ancora il voodoo. Una galleria sanguigna e sanguinosa come il suo autore, il bardo di Cross Plains.

L’incipit di “Nella foresta di Villefère”:

Il sole era tramontato e le ombre si allungavano vaste sulla foresta. Nel magico crepuscolo della giornata estiva, il sentiero mi si stendeva davanti tra i maestosi alberi, per poi scomparire. Guardai indietro con un brivido di paura. Miglia e miglia distava il villaggio più vicino alle mie spalle, miglia e miglia il primo di fronte a me.

L’autore:

Robert E. Howard nato nel 1906 e suicidatosi nel 1936, visse in un villaggio al centro dello Stato del Texas. Suo padre era un medico che non aveva mai conseguito la laurea, sua madre una casalinga fortemente attaccata all’unico figlio. I racconti di Howard, che riflettono una personale concezione della vita “in nero”, sono considerati tra i capolavori del fantastico nel XX secolo. Persino le avventure del suo personaggio più famoso, Conan il barbaro, si tingono molto spesso di magia e orrore.

L.

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