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Biggers_MammutVolume antologico della collana “I Mammut” (Newton Compton) che raccoglie tutte le indagini del celebre personaggio Charlie Chan, firmate da Earl Derr Biggers.
L’opera esce in versione eBook come n. 486 dei Classici eNewton.

La scheda di Uruk:

147. I grandi romanzi gialli. Tutte le indagini di Charlie Chan (2014) di Earl Derr Biggers
Charlie Chan e la casa senza chiavi (The House Without a Key, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dal 24 gennaio al 7 marzo 1925) Traduzione di Sandro Fusina su licenza di SugarCo Edizioni
Charlie Chan e il pappagallo cinese (The Chinese Parrot, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dal 26 giugno al 24 luglio 1926) Traduzione di Massimiliana Brioschi su licenza della Garden Editoriale
Dietro quel sipario (Behind That Curtain, apparso in volume nel 1928 poi presentato a puntate su “Detective Weekly” dal 26 ottobre al 28 dicembre 1935) Traduzione di Valeria Leotta su licenza della Garden Editoriale
Charlie Chan e il cammello nero (The Black Camel, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dal 18 maggio al 22 giugno 1929) Traduzione di Roberta Formenti su licenza della Garden Editoriale
Charlie Chan e la tragica promessa (Charlie Chan Carries On, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dal 9 agosto al 13 settembre 1930) Traduzione di Maila Tramontin su licenza di SugarCo Edizioni
Charlie Chan e il custode delle chiavi (Keeper of the Keys, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” dall’11 giugno al 23 luglio 1932) Traduzione di Donatella Molinari su licenza di SugarCo Edizioni

La trama:

Earl Derr Biggers incarna lo strano ma non unico caso di un autore la cui identità è stata oscurata da quella del personaggio creato: il suo nome lascia perplessi anche i lettori di romanzi gialli, ma non quello del suo eroe, il detective di origini cinesi, trapiantato alle Hawaii, Charlie Chan. Protagonista di sei romanzi, il paffuto, imperturbabile cinese sempre squisitamente cortese godette di un grandissimo successo cinematografico, al punto di figurare in ben 49 pellicole; in 16 di queste, sotto gli occhi tirati artificiosamente a mandorla e i lunghi baffi neri spioventi, si celava la nordica fisionomia dello svedese Warner Oland. Ma perché lo scrittore volle che il suo detective avesse quelle marcate caratteristiche orientali? Molti lo criticarono, rimproverandogli di sfruttare cliché deplorevoli; la sua scelta invece ha un’origine nobile. Quelli in cui Biggers scriveva erano i tempi del “pericolo giallo”, del razzismo terrorista scatenato contro le popolazioni dell’Estremo Oriente. Biggers si oppose così a questa marea montante, creando un personaggio che scardinasse dall’immaginario dei suoi contemporanei gli stereotipi razzisti e li sostituisse con un’immagine che incarnava le virtù e i pregi del popolo cinese.

L’incipit:

Miss Minerva Winterslip era di Boston, godeva di buona reputazione e aveva passato da un pezzo l’età delle romanticherie. Eppure la bellezza l’elettrizzava ancora, perfino la bellezza semibarbarica di un’isola del Pacifico. Mentre camminava lentamente lungo la spiaggia, sentì quella leggera sensazione alla gola che aveva provato qualche volta alla Symphony Hall di Boston, quando la sua orchestra preferita arrivava a qualche nuovo inaspettato vortice di bellezza.

L.

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