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housearrowIl 3 novembre 1925 il quotidiano italiano “La Stampa” annuncia di aver acquistato i diritti di pubblicazione del «più celebrato romanzo d’intreccio che sia uscito a Londra negli ultimi anni», sebbene sia curiosamente un titolo risalente solo dell’anno precedente.
«Ci eravamo prefissi di offrire alle lettrici e ai lettori una primizia autentica; un romanzo straniero di buona penna, raccomandato da un successo editoriale documentabile; un romanzo essenzialmente umano, ricco d’intreccio e di mistero senza incorrere nella volgarità; spoglio di “letteratura”, ma concepito e scritto con distinzione, benché tale da potersi leggere, come dice la Bibbia, anche correndo. Per giunta, si capisce, un romanzo sano.» Quale sarà mai il romanzo che corrisponde ad una retorica così massiccia?

Si tratta de La casa della freccia (The House of the Arrow, 1924) di A.E.W. (Alfred Edward Woodley) Mason: seconda avventura del suo ispettore Hanaud.
“La Stampa” traduce il romanzo senza ritenere opportuno citare il traduttore, e dal 4 novembre successivo inizia a presentarlo a puntate sulle sue pagine, fino al 4 febbraio 1926.

Ecco l’incipit di questa traduzione anonima:

Lo studio legale Frobisher e Haslitt, situato nella parte orientale di Russell Square, a Londra, contava fra i suoi clienti numerosi individui che avevano importanti interessi d’affari in Francia. La ditta andava fiera di questo ramo della sua attività. «Esso ci assegna un posto nella storia» soleva dire l’avvocato Geremia Haslitt: «Le sue origini datano dal 1806, quando l’avvocato Giacomo Frobisher, il nostro energico socio anziano, organizzò la fuga di centinaia di sudditi inglesi, detenuti in Francia per ordine di Napoleone I. La ditta ricevette le congratulazioni del governo di Sua Maestà, ed ebbe anche la fortuna di mantenere le relazioni d’affari iniziate in tal modo. Sono io che mi occupo personalmente di questa parte della clientela.»

L.

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