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Sanders_RapinaUno degli splendidi titoli della collana “I Bestseller del Crimine” (Sonzogno Editore) che Andrea Carlo Cappi curava con l’etichetta “Diabolik Presenta”, per denotare il fatto che l’idea era partita da Mario Gomboli.
Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo del 1971 diretto dal celebre Sidney Lumet, con Sean Connery protagonista.

Ecco la scheda di Uruk:

Rapina record a New York (The Anderson Tapes, 1970) di Lawrence Sanders [giugno 2003] Traduzione di Giancarlo Bonacina
* [Romanzo già apparso nei “Gialli Garzanti” nel 1971, con la stessa traduzione ma con il titolo La polizia vi ascolta]

Anderson_TapesEcco la quarta di copertina:

Quando John “Duke” Anderson, rapinatore appena uscito di prigione, incontra Mrs. Everleigh, ricca signora in cerca di avventure, scatta la geniale ispirazione per una rapina da record: svaligiare un intero palazzo sulla 73ma Strada di New York, con un ricco bottino di denaro, gioielli e quadri d’autore.
Da abile stratega, Anderson pianifica brillantemente il colpo in tutte le sue fasi. Ma non arriva a immaginare che ogni suo passo venga seguito dalle microspie della polizia, delI’FBI e del Secret Service…

Ecco l’incipit della Introduzione di Alan D. Altieri:

«Credere che qualcuno ti stia addosso, non significa che qualcuno non ti sta addosso per davvero.» Regola numero uno dei paranoici. «I muri hanno orecchie, le colline hanno occhi, uomini in nero mi seguono costantemente. È per questo che le voci mi hanno ordinato di pulire le mie armi.» E se invece non fosse affatto così? Se il punto non fosse essere (inutilmente) paranoici, bensì essere abbastanza paranoici?
Due grandi maestri ha avuto la letteratura della mega-meta-paranoia: il George Orwell di 1984 e l’Aldous Huxley de Il mondo nuovo. Decadi più tardi, avevamo creduto che James Grady, l’autore de I sei giorni del Condor, fosse stato il primo ad addentrarsi sul sentiero da loro tracciato.
Sbagliato.

Anderson_Tapes2E, per finire, l’incipit:

L’edificio che si trova al 535, 73ª Strada Est, New York City, fu fatto costruire nel 1912 da Erwin K. Barthold, che ne fece la sua residenza di città. Barthold era un mercante di Manhattan, titolare della Barthold Inc., un’impresa che trattava forniture navali d’ogni genere: funi, catrame e attrezzi vari. Alla morte di Barthold nel 1931, la casa continuò a essere abitata dalla vedova Edwina e dal figlio Erwin jr., fino al 1943.

L.

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