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Uomo_PietroburgoQualche giorno fa trovo appoggiato sul cassonetto della carta da riciclare questo libro, frutto di un regalo di Natale di tanti anni fa: o la dipartita dell’interessato o la perdita di interesse ha fatto gettar via questo volume… con ancora all’interno il biglietto di auguri!
È un mondo di libri infranti e regali cartacei da buttare: anch’io getterò via questo libro, ma prima lo schedo…

Ecco la scheda di Uruk:

L’uomo di Pietroburgo (The Man From St. Petersburg, 1982) di Ken Follett [aprile 1983] Traduzione di Patrizia Bonomi

Man_PetersburgEcco la quarta di copertina:

Inghilterra 1914: l’ultima lunga estate dell’impero prima della Grande Guerra. Un’epoca dorata fatta di balli a corte, splendide dimore vittoriane, ricevimenti fastosi. Nella Londra “che conta”, lady Lydia Walden ha un posto di primo piano, un marito influente, una figlia deliziosa. Invidiata per il suo fascino e per la sua fortuna sociale, Lydia rischia di perdere all’improvviso tutto ciò che possiede. Nel suo passato c’è un segreto che nessuno conosce: una “colpa” legata all’amore per un uomo conosciuto in Russia ai tempi della prima giovinezza e mai dimenticato. Dopo anni di silenzio, Feliks torna da lei. Ora è un uomo braccato: è lui l’anarchico venuto da Pietroburgo con il preciso scopo di far fallire l’alleanza anglo-russa auspicata dal giovane Churchill nella quale è impegnato anche lord Walden, marito di Lydia. L’incontro tra i due ex-amanti riaccende la fiamma dell’antica passione, più intensa e irresistibile che mai. I giorni scorrono veloci, ormai il destino di ognuno ha le ore contate. Lydia, perdutamente innamorata e sola con il suo dramma, è l’unica a sapere dove si nasconde, a Londra, il “killer” dagli occhi di ghiaccio. L’unica a conoscerlo veramente. L’unica a non poterlo odiare…

E, per finire, ecco l’incipit:

Era un pigro pomeriggio di domenica, proprio di quelli che Walden preferiva. Davanti alla finestra aperta, guardava l’ampia distesa del parco. Sul prato pianeggiante si stagliavano alberi rigogliosi: un pino scozzese, un paio di querce possenti, alcuni castagni, e un salice che pareva la chioma inanellata di una fanciulla. Il sole era alto e gli alberi proiettavano ombre scure e fresche. Gli uccelli tacevano, ma le api sciamavano lungo il rampicante che incorniciava la finestra. Anche la casa era silenziosa. La maggior parte dei domestici si godeva la giornata di libertà. Gli unici ospiti per il fine settimana erano il fratello di Walden, George, sua moglie Clarissa, e le loro figlie. George era andato a fare una passeggiata, Clarissa stava riposando, e le ragazze non erano in vista. Walden si sentiva bene. Si era messo la finanziera per andare in chiesa, e fra una o due ore avrebbe indossato cravatta bianca e marsina per la cena; ora, però, se ne stava comodo in un vestito di tweed e una camicia col colletto morbido. A rendere perfetta la giornata, pensò, sarebbe bastato che Lydia quella sera avesse suonato il pianoforte.

Ken Follett è nato e vive in Inghilterra. Ha lavorato come giornalista all’“Evening News” ed è stato dirigente della casa editrice che ora pubblica i suoi libri. Prima di debuttare con La cruna dell’ago, che segnò il suo ingresso nel mondo degli scrittori di best-seller, Follett aveva scritto altri romanzi con pseudonimo, rispettando la volontà del suo agente letterario che gli soleva dire: «Un giorno certamente scriverai un buon libro. Prima di allora, non sprecare il tuo nome.»
Follett è giunto alla celebrità a soli ventinove anni.

L.

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