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ClassiciORO05L’uscita speciale estiva “I Classici del Giallo Mondadori ORO” (n. 5) presenta questo luglio in edicola Se morisse mio marito di Agatha Christie, noto nel nostro Paese sin da 1935 quando è apparo nei “Libri Gialli” Mondadori n. 117.
Il romanzo diventa un film già nel 1934, diretto da Henry Edwards, e poi nel 2000 all’interno della serie Agatha Christie’s Poirot (7×02).

La scheda di Uruk:

5. Se morisse mio marito [Hercule Poirot 8] (Lord Edgware Dies, o Thirtheen at Dinner, 1933) di Agatha Christie [luglio 2015] Traduzione di Rosalba Buccianti

La trama:

LordEdgwareDiesQuando per l’assassinio di lord Edgware viene arrestata la moglie, il caso sembra già chiuso. Così pare alle menti ordinarie degli investigatori della polizia. Tuttavia, se a dissentire dalle conclusioni ufficiali è un omino dai baffetti inconfondibili di nome Hercule, belga di origini, meglio ascoltare la sua versione dei fatti. È proprio a lui che la sospettata, la celebre attrice Jane Wilkinson, si era rivolta affinché convincesse il marito a concederle il divorzio. E risulta che l’aristocratico avesse già acconsentito. Strano, quantomeno, poiché questo mette in discussione il movente della diva. Come si spiega, poi, che ci siano testimoni pronti a dichiarare di aver visto la stessa persona alla stessa ora in due luoghi diversi? Un rebus. Ma ogni tassello fuori posto ritrova la sua collocazione, e ciò che sfugge ai comuni mortali si dimostra perfettamente logico, se a ricostruire la verità è l’inarrivabile Poirot. L’unico in grado di scovare l’ago nascosto fra gli aghi.

L’incipit:

La memoria del pubblico è corta. L’appassionato interesse e le vivaci polemiche suscitate dall’assassinio di George Alfred St Vincent Marsh, quarto baronetto di Edgware, furono presto dimenticati e caddero nell’oblio, sostituiti da avvenimenti sensazionali più recenti.
In relazione a questo delitto non si fece mai ufficialmente il nome del mio caro amico Hercule Poirot, per suo espresso desiderio, lo so per cognizione di causa. Preferì non essere coinvolto nel caso. La soluzione del delitto fu attribuita ad altri e fu lui a desiderarlo. Da un punto di vista squisitamente personale, Poirot era convinto che questo caso dovesse essere considerato un suo personale insuccesso. Affermò sempre, infatti, di essere stato messo sulla pista giusta da una riflessione udita casualmente per la strada e fatta da uno sconosciuto.
Eppure si deve alle sue geniali doti investigative se si è giunti alla verità. Se non ci fosse stato l’intervento di Hercule Poirot, dubito persino che si sarebbe riusciti a individuare la persona che progettò questo crimine e che lo eseguì.

L’autrice:

Agatha Christie (1890-1976), creatrice di Hercule Poirot e di Miss Marple, nasce a Torquay, sulla costa inglese, da una famiglia agiata. Durante la Prima guerra mondiale presta servizio come crocerossina e nel 1920 pubblica il suo primo giallo: Poirot a Styles Court. A questo folgorante esordio seguono numerosissimi romanzi, racconti, testi teatrali e radiofonici. Dopo il divorzio dal primo marito, il pilota Archibald Christie, si risposa con l’archeologo Max Mallowan, con il quale intraprende diversi viaggi in Medio Oriente. Nel 1954 vince il Grand Master Award, nel 1955 il New York Drama Critics Circle Award e nel 1971 viene nominata dalla regina Elisabetta Dame dell’impero.

L.

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