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In copertina: The Glamour Girl («Harper’s Bazaar», aprile 1943). Foto di Erwin Blumenfeld

In copertina: The Glamour Girl («Harper’s Bazaar», aprile 1943). Foto di Erwin Blumenfeld

La Adelphi presenta – sia in cartaceo che in digitale – un grande noir inedito di due maestri indiscussi del genere: Pierre Boileau e Thomas Narcejac.
Dopo aver ripresentato il mitico Le diaboliche, ecco dunque per la prima volta in Italia “Le incantatrici“, che gli stessi Boileau e Narcejac adattarono nel 1960 per trasformarlo nella sceneggiatura del film Misterius di Serge Friedman, interpretato dalle gemelle Kessler.

La scheda di Uruk:

Le incantatrici (Les magiciennes, 1957) di Pierre Boileau e Thomas Narcejac [luglio 2015] Traduzione di Federica e Lorenza Di Lella

La trama:

magiciennesLa prima volta che Pierre Doutre vede quella incantevole, esile ragazza bionda – «di un biondo luminoso, irreale, che le fluttuava intorno come un riverbero» – è al funerale del padre, il celebre illusionista noto come «professor Alberto». E un attimo dopo gli sembra di vivere in un sogno, o piuttosto in un incubo: perché ne vede un’altra, identica, e pensa che sia una fata, capace di «sdoppiarsi a suo piacimento». Ben presto però scoprirà, con una sorta di voluttuoso stupore, che le fate sono due, ugualmente ammalianti. Di quel padre lontano e assente, del quale nei lunghi anni di collegio si è sempre vergognato, Doutre imparerà il mestiere; e se diventerà famoso quanto lui sarà grazie a un numero costruito proprio sulla incredibile somiglianza tra le gemelle da colei che sembra essere ormai la vera figura dominatrice della sua esistenza: la madre, la rapace Odette. A poco a poco, sedotto dal fascino ambiguo e perturbante delle sue partner, Pierre si ritroverà invischiato in un gioco perverso, un gioco di specchi in cui realtà e finzione, eros e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli – con, sullo sfondo, la maschera della morte.

L’incipit:

Misterius«Erano due» fece Ludwig.
«Ne è sicuro?».
«Sicurissimo. Le conoscevo bene. Abbiamo lavorato insieme al Kursaal, ad Amburgo».
Il commissario lo scrutava. Alle sue spalle, in piedi, c’era un ispettore, un pezzo d’uomo in impermeabile, con una strana cicatrice che gli attraversava la guancia sinistra come una crepa. Ludwig non riusciva a staccare gli occhi da quella cicatrice.
«Perché non è venuto a riferircelo prima?» chiese l’ispettore. «Il caso è stato archiviato più di un mese fa».
«Sono in Francia solo da cinque giorni» disse Ludwig. «Faccio il giocoliere al circo Amar. Ho saputo da certi amici della morte della ragazza… Annegret… Sono rimasto sconvolto».
«Le ripeto che il caso è stato archiviato…» mugugnò il commissario. «Ha qualche fatto nuovo da comunicarci?… Vuole forse insinuare che la ragazza è stata uccisa?».
Ludwig abbassò gli occhi e si mise le mani sulle ginocchia.
«Non insinuo niente» disse. «Vorrei solo sapere quale delle due è morta. E l’altra, che fine ha fatto? Perché nessuno ne parla più?… Come se non fosse mai esistita».
Il commissario suonò un campanello.
«È disposto a firmare una deposizione?» insistette. «Erano due?… Io le credo, intendiamoci, ma se apriamo una nuova inchiesta…».
«Strana storia!» mormorò l’ispettore.
Una strana storia davvero! Era cominciata molti anni prima. All’inizio era solo la storia di un ragazzo come tanti. Ma poi…

Gli autori:

Pierre Boileau (1906-1989) e Thomas Narcejac (1908-1998), entrambi vincitori del Prix du Roman d’Aventures, hanno cominciato a collaborare nel 1948. Frutto di questo sodalizio sono stati numerosi racconti e ben quaranta romanzi, da alcuni dei quali sono stati tratti film di successo come La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock o I diabolici di Henri-Georges Clouzot.

L.

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