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Segretissimo1224Dodicesimo James Bond firmato da John Gardner, entrato subito nella collana “Segretissimo” (Mondadori).
L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1224. James Bond: niente è per sempre [James Bond] (Death is Forever, 1992) di John Gardner [28 marzo 1993] Traduzione di Giuseppe Seettanni

La trama:

Death_ForeverCabal, prima della caduta del Muro di Berlino, era stata la rete spionistica più attiva, creata dall’Occidente nell’Est. L’arrivo inatteso della pace nel teatro europeo dovrebbe consentire agli agenti che ne facevano parte di sentirsi al sicuro. Ma l’MI6 e la CIA constatano con allarme che vengono ancora presi di mira ed eliminati uno dopo l’altro. Poi sono uccisi anche coloro che erano stati incaricati di rintracciare quegli agenti. Tocca quindi a James Bond e all’avvenente Elizabeth Zara della CIA, nota col nome di battaglia “Easy”, riannodare i fili dell’indagine. Ma si trovano invece a dover fronteggiare un piano terrificante per rovesciare il processo di allargamento della democrazia in Europa, un piano pilotato da una ex spia comunista tanto abile quanto fanatica. Con un viaggio attraverso l’Europa e un epilogo altamente drammatico all’interno dell’Eurotunnel sotto la Manica, si conclude l’undicesima avventura del sempre smagliante eroe creato da Fleming e resuscitato da Gardner.

L’incipit:

Death_ForeverAFord Puxley si trovò faccia a faccia con la morte esattamente alle quattro e dodici minuti del pomeriggio di un freddo giovedì di ottobre, davanti all’ingresso del Frankfurter Hof Hotel, nel cuore di Francoforte. Negli ultimi istanti di vita, Puxley si rese perfettamente conto che quello che stava per avvenire era anche colpa sua.
Quando il gelo della guerra fredda era al suo culmine, Puxley aveva istruito molte spie alle prime armi, e nelle sue lezioni tornava sempre a ripetere quello che riteneva l’insegnamento fondamentale: «Servitevi della vostra professionalità con naturalezza, come di un vestito di buon taglio, o della carta di credito dell’American Express. Non uscite mai di casa senza portarvela dietro, ma usatela in modo automatico. Il vostro bagaglio professionale non deve dare nell’occhio, altrimenti vi tradirà e sarete perduti».

L.

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