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SmokeBellewGrazie a questo post, una bella intervista di Massimiliano Riccardi alla scrittrice Mariangela Cerrino, mi è tornata in mente la collana “I Nuovi Sonzogno” diretta da Luigi Marinatto, su cui la Cerrino scriveva con lo pseudonimo Mary I. Cherry.
Ho solo due volumi di questa collana, La tribù ribelle e quest’altro western di firma autorevole.
La copertina, come gli altri numeri della collana, è firmata da Crepax.

Ecco la scheda di Uruk:

11. Smoke Bellew (Smoke Bellew, 1912) di Jack London [21 luglio 1966] Traduzione di Gastone Rossi

Ecco la presentazione della collana:

I Nuovi Sonzogno presentano per il diletto di un vasto pubblico opere di narrativa ricche di fantasia, azione, vita vissuta, avventura. Riprendendo in nuova forma una delle prime e più celebrate iniziative di collane economiche della editoria italiana, i Nuovi Sonzogno vogliono essere i libri della piacevole lettura, avvincente e riposante a un tempo. I lettori incontreranno quegli autori che sanno dare corpo e immagini agli ideali del coraggio, della lealtà, dell’amicizia, della forza e della tenerezza, che oggi come ieri vivono negli animi di giovani e adulti.

Smoke BellewEcco la trama:

Cristoforo Bellew, giovin signore uscito da un «college» di lusso, si occupa a San Francisco un po’ dilettantescamente di giornalismo. Ma la scrivania lo annoia e con la scusa di un «reportage» si butta nella folle avventura della corsa all’oro nel Klondike. Che tipo di vita sarebbe stata, non se ne rendeva conto, ma lo imparò e a sue spese. Dopo un anno di lotte crudeli contro il freddo, la fame, la fatica, contro il proprio debole corpo di civilizzato, contro i lupi a quattro zampe e quelli a due, molto più pericolosi, nacque un uomo nuovo, diverso: «Smoke Bellew» nome di battaglia di un uomo forte. E le avventure narrate in questo libro sono molte, appassionanti e al limite delle possibilità umane dove, oltre al pericolo, al dramma e alla cattiveria, c’è, incredibilmente, anche gioia, umorismo e generosità.

Smoke Bellew 1E, per finire, l’incipit:

In principio fu Cristoforo Bellew. In collegio era divenuto Cris Bellew. Più tardi, nelle comitive scapigliate di San Francisco, era chiamato Kit Bellew. E alla fine non fu conosciuto altrimenti che come Smoke Bellew. E questa storia dell’evoluzione del suo nome è la storia della sua evoluzione. Né tutto ciò sarebbe avvenuto, se egli non avesse avuto una madre tenerissima e uno zio di ferro, e se non gli fosse giunta una lettera di Gillet Bellamy.

Jack London — nato a Oakland (San Francisco) nel 1876, abbandonò presto la casa paterna in California facendo i mestieri più diversi e girando il mondo, dal Giappone ai Mari del Sud — iniziò la sua breve e intensa carriera letteraria nel 1900. Morì sedici anni dopo a Glen Ellen (California) lasciando una cinquantina di opere, universalmente lette e ricercate; alcune di esse, indimenticabili, come Il richiamo della foresta e Zanna Bianca, diedero addirittura inizio a un nuovo tipo di narrativa caratterizzata da due motivi di fondo: il ritorno alla natura e l’esaltazione dell’uomo rude.

L.

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