Tag

,

Maugham_MagoLibro salvato dalla Grande Spazzatura (cliccate sul link se volete conoscere una grande storia di misobiblìa, “odio per i libri”), un numero de “Biblioteca Economica Newton” (Newton Compton).
Il dipinto in copertina è Senza titolo (1953) di Mimi Parent.

La scheda di Uruk:

36. Il mago (The Magician, 1908) di William Somerset Maugham [6 aprile 1995] Cura e traduzione di Paola Faini

La trama:

magicianAmbientato tra Londra e Parigi ai primi anni del secolo, Il mago trae la sua ispirazione dall’incontro che Maugham ebbe con uno strano e sconcertante personaggio: il «mago» occultista e satanista Aleister Crowley. Il romanzo, attingendo al gusto per il terrifico assai diffuso all’epoca, esplora, all’interno di una complessa vicenda sentimentale, i misteri della magia e della psiche umana, e soprattutto i meccanismi di soggezione psicologica che rendono alcuni individui misteriosamente più potenti di altri. Modellato in origine a immagine del personaggio reale, il «mago» del romanzo si fa mostro non solo nell’animo, ma anche nel corpo: un processo di proliferazione cellulare continua, di perenne gemmazione di carne cela il vuoto desolato di affetti e di umanità che è in lui. Il nodo del romanzo diventa così la lotta contro la malefica essenza di quest’essere tanto diverso dagli altri: potrà qualcosa il semplice coraggio di un uomo contro la forza della «magia»?

L’incipit:

Arthur Burdon e il dottor Porhoët passeggiavano in silenzio. Avevano pranzato in un ristorante sul Boulevard Saint Michel, e ora facevano quattro passi per i giardini del Luxembourg. Il dottor Porhoët camminava con le spalle curve, le mani dietro la schiena. Osservava la scena con gli occhi dei tanti pittori che hanno cercato di esprimere il loro senso della bellezza attraverso il giardino più affascinante di Parigi. L’erba era disseminata di foglie secche, ma il loro languido disfarsi ben poco contribuiva a conferire un tocco di naturalezza all’artificiosità dello sfondo. Gli alberi erano circondati da cespugli ben ordinati, e i cespugli, a loro volta, da aiuole ben curate. Ma gli alberi crescevano senza alcuna spontaneità, quasi fossero consapevoli dello schema decorativo che contribuivano a formare. Era autunno, e alcuni erano già spogli. Molti fiori erano appassiti. Il giardino, in quella sua formalità, faceva pensare a una donna un po’ vana, non più giovane, che con la sua eleganza datata, con cipria e belletto, cercasse di celare dietro un volto intrepido la sua disperazione. Aveva gli stessi sorrisi falsi, stentati, di imposta gaiezza, e quella penosa grazia che si sforza di mantenere il fascino che il trascorrere veloce degli anni ha reso inconsistente.

L’autore:

William Somerset Maugham (Parigi 1874, Cap-Ferrat 1965), dopo una laurea in medicina e un breve periodo di attività professionale, scelse di dedicarsi alla letteratura. Scrittore raffinato, raggiunse il successo sia come autore di opere teatrali che come romanziere. Tra la sua vastissima produzione si ricordano soprattutto Schiavo d’amore (1915), La luna e sei soldi (1919), ispirato alla vita del pittore Van Gogh, Il velo dipinto (1925), Pioggia (1934).

La curatrice:

Paola Faini è ricercatore di Lingua e letteratura inglese alla III Università di Roma. Si occupa prevalentemente di teatro e di narrativa inglese moderna. Ha curato l’edizione italiana di vari autori di lingua inglese, e, per la Newton Compton, Dracula di Bram Stoker e Gli anni di Virginia Woolf. Di Somerset Maugham ha già tradotto The Summing Up (La resa dei conti, 1988).

L.

– Ultimi post simili:

Annunci