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Apocrifi_Sherlock_13Il tredicesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo settembre Sherlock Holmes e i delitti di Mayfair di David Britland.
Il romanzo è già apparso nel giugno del 2014 per Delos Books.

Ecco la scheda di Uruk:

13. Sherlock Holmes e i delitti di Mayfair (Sherlock Holmes and the Mayfair Murders, 2011) di David Britland [settembre 2015] Traduzione di Luca Sartori

MayfairEcco la trama:

Jack lo Squartatore è tornato? Nell’East End londinese aleggia ancora l’ombra delle sue agghiaccianti imprese quando il terrore riprende a serpeggiare. Questa volta il dramma va in scena nelle strade del quartiere di Mayfair, il più rispettabile ed esclusivo della città, con tre giovani donne strangolate da un ignoto assalitore. Per un caso fuori dell’ordinario s’impone la consulenza di un investigatore straordinario, eppure al candidato più ovvio Scotland Yard preferisce il dottor Karl Schermann, acclamato specialista del paranormale. Uno smacco per il segugio di Baker Street, che è l’esatto opposto del suo rivale; ma verrà il momento di riaffermare la supremazia della logica sugli illusionismi delle pseudoscienze. Saranno la soluzione di un furto in una casa d’aste e una breve vacanza nel Sussex a mettere in moto gli eventi che porteranno alla verità sulla macabra catena di omicidi. E alla rivincita di Sherlock Holmes.

Ecco l’incipit:

Devo confessare che non avevo mai visto il mio amico Sherlock Holmes così avvilito. Era in vestaglia e i suoi occhi grigi fissavano un punto lontano mentre sedeva immobile con il “Times” di quella mattina stretto tra le mani e appoggiato sulla pancia. Era rimasto così dall’ora della colazione che aveva lasciato ancora intatta sul tavolo, a testimonianza del suo imperscrutabile temperamento.
Quel tenebroso stato d’animo lo consumava da diversi giorni. Sembrava non volersi curare affatto di coloro che bussavano alla porta per chiedergli assistenza, e il giorno prima si era rifiutato di aiutare un pover’uomo con una rudezza così poco consona al suo abituale modo di fare che avevo dovuto rimproverarlo per questo. Poi si era scusato, naturalmente, sia con me sia con il cliente, ma non aveva minimamente accennato a rivelarmi ciò che lo angustiava.

L.

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