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WilliamConradVecchio, splendido e rarissimo numero della mitica collana “Oscar Mondadori” dedicato ad un autore ormai dimenticato come Pierre Boulle, con quest’opera d’esordio scritta due anni prima dell’enorme successo del Ponte sul fiume Kwai.
Boulle era un ingegnere e agente segreto francese, ma curiosamente è rimasto famoso nella fantascienza per un romanzo assolutamente non fantascientifico come Il pianeta delle scimmie, semplicemente perché è stato totalmente stravolto al cinema.
Ma avrò modo di riparlare di Pierre Boulle…
L’immagine di copertina è firmata da Paolo Guidotti.

Ecco la scheda di Uruk:

565. William Conrad: la controspia (William Conrad, 1950) di Pierre Boulle [24 settembre 1974] Traduzione di Gilberto Rossa

WilliamConradaEcco la trama:

Qualche anno prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale, William Conrad, di origine polacca, si trasferisce in Inghilterra, ottenendo un buon successo come scrittore e giornalista. Allo scoppio delle ostilità, egli viene arruolato nell’esercito britannico. Il suo comportamento coraggioso a Dunkerque e il suo talento gli aprono le porte dell’alta società londinese. Il governo, riconoscendo il suo valore di giornalista, gli affida l’incarico di riorganizzare la propaganda britannica. Gli schemi proposti da William Conrad ricalcano quelli della propaganda nazista: egli è, infatti, un agente nazista. Ma l’opera da lui svolta a favore dell’Inghilterra dà ottimi risultati; egli ha dedicato tutte le sue forze al successa dell’impresa. Il nazista, a poco a poco, è stato conquistato dall’atmosfera inglese e si è convertito alla causa della libertà. Il controspionaggio britannico, insospettito, cerca di appurare la vera identità di William Conrad, ma quando avrà ottenuto le prove sicure della sua qualità di agente nazista, egli sarà già lontano, sul fronte libico, a combattere per la sua patria di adozione.

NotTheGloryE, per finire, ecco l’incipit:

La guerra non aveva interrotto la serie dei pranzi che Lady e Lord Goodfellow offrivano ogni settimana a un gruppo ristretto di fedeli e rispettabili amici. Aveva soltanto imposto a quelle cerimonie un tono di spartana austerità, di cui la giovane moglie del vecchio lord soleva scusarsi sussurrando con voce patetica: «There is a war on, you know»: constatazione seguita da un sospiro e da un sorriso. Il sospiro si riferiva al pezzettino di Chester che ogni invitato riceveva nel piatto; il sorriso voleva far perdonare l’irish stew allungato, il toast asciutto privo di burro e l’orientamento troppo esclusivo della conversazione.

L.

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