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CG1130Libro salvato dalla Grande Spazzatura (cliccate sul link se volete conoscere una grande storia di misobiblìa, “odio per i libri”), un numero della collana “I Classici del Giallo Mondadori” (Mondadori).
L’immagine di copertina è firmata dal mitico Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1130. Fiori per il giudice [Albert Campion 7] (Flowers for the Judge, 1936) di Margery Allingham [14 settembre 2006] Traduzione di Rosalba Buccianti

La trama:

Flowers for the Judge«Quasi tutti coloro che vivevano all’inizio del secolo a Londra ricordano la storia di un uomo che uscì, in un mattino assolato, e svanì come una spirale di fumo grigio in un cielo senza nuvole.» Ma dopo vent’anni, la sparizione di Tom Barnabas, giovane socio della casa editrice di famiglia, è solo un ricordo spiacevole. Finché la storia non si ripete. Paul Brande, entusiasta e impulsivo, potrebbe essere partito per un viaggio d’affari, ma il ritrovamento del suo cadavere negli uffici della casa editrice dissipa qualunque dubbio. I sospetti cadono sul cugino Mike, innamorato della moglie di Paul. Albert Campion, investigatore fuoriclasse, intuisce però che non tutti i segreti sono venuti alla luce…

L’incipit:

Quasi tutti coloro che vivevano all’inizio del secolo a Londra e negli immediati dintorni ricordano la storia di un uomo: a volte si tratta di un finanziere, a volte di un mercante di tè, ma sempre comunque di un operatore della City, che uscì, in un mattino assolato, dalla sua casa situata nei pressi del centro urbano e svanì come una spirale di fumo grigio in un cielo senza nuvole.
Variavano i dettagli. A volte era stata la signora molto osservatrice del numero 10 che lo aveva visto andare via, mentre l’invalido che se ne stava alla finestra del numero 12 non lo aveva notato, sebbene la lettera che avrebbe dovuto impostare giaceva pateticamente abbandonata sul marciapiede proprio tra le due case. A volte si raccontava che la strada era racchiusa tra due muri altissimi e che se, da un lato, sulla soglia di casa si trovava la moglie che lo aveva appena salutato, in fondo, sul lato opposto, c’era il lattaio. Secondo questa versione la moglie lo aveva accompagnato al cancello del giardino e aveva seguitato a salutarlo sino a quando lo sfortunato gentiluomo non aveva percorso almeno la metà di quella strada racchiusa tra alte mura, eppure il lattaio, in seguito, sostenne sempre di non aver visto il suo cliente né allora né mai.
Tutte le versioni erano corredate di prove circostanziali diverse e avevano solo in comune la sgradevolissima sensazione di inadeguatezza che aveva colpito tutti quando avevano appreso che un uomo era scomparso e
che lo aveva fatto in un modo che sfidava la ragione. C’era naturalmente qualcos’altro di comune ai vari racconti: l’uomo non era mai più tornato.

L’autrice:

Margery Allingham (1904-1966) è una delle più famose scrittrici britanniche della detection novel del periodo d’oro. Studiò alla Perse High School for Girls di Cambridge e al Polytechnic of Speech Training. La sua narrativa è caratterizzata da ingegnosi intrecci, ma soprattutto da una vasta gamma di ambienti e personaggi, fra cui ricordiamo il detective dilettante Albert Campion.

L.

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