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Professionista Story 11Undicesimo appuntamento con il ciclo di antologie di “Segretissimo Special” (Mondadori) che presentano, in ordine cronologiche, tutte le avventure di Chance Renard, il Professionista, nato dalla penna di Stephen Gunn (Stefano Di Marino).

Pochi soldi, molto onore

Chance Renard non saprebbe dire di no a un vecchio amico. E quando è un compagno di avventure come Jacques Bruce a proporgli un incarico, per quanto pericoloso, lui non esita a scendere in campo. Il teatro operativo è una remota città del Tibet, e l’avversario con cui fare i conti è il più potente servizio di sicurezza al mondo. Obiettivo: liberare un seguace del Dalai Lama e recuperare una preziosa reliquia, caduti nelle mani di un commando capitanato da una demoniaca guerriera. Un’impresa ai limiti dell’impossibile che promette gloria e poco altro, e che solo il Professionista può portare a termine.

Caccia spietata

La nuova missione del Professionista inizia con un getto di adrenalina, un tuffo con gli sci da un elicottero sulle Alpi svizzere. Dai segreti caveau delle banche elvetiche ai circoli sadomaso di Vaduz, Chance segue la pista che unisce i Lupi Mannari al famigerato colonnello Silva. La caccia continua fino a Città del Capo, in un ambiente ostile in bilico tra la realtà del moderno Sudafrica e i fantasmi di un passato razzista pronto a colpire con ferocia. Per fortuna al suo fianco ci sono l’amico Liam e la bella Tina Kohbela, poliziotta zulu, appassionata e letale.

Ecco l’incipit:

Era uno di quei giorni soffocanti che il monsone sceglie per minacciare il suo arrivo senza versare una singola goccia di pioggia. La vecchia villa coloniale se ne stava appollaiata sulla collina come un astore sul braccio del falconiere, in attesa di individuare una preda inerme. A poche decine di metri il prato che si protendeva tutto dossi e rilievi, pennellato di varie tonalità di verde, scendeva sino a una spiaggia sonnacchiosa, animata solo dal fruscio della vela in bando di un’imbarcazione in attesa di improbabili turisti. Questi preferivano raggiungere la vicina isola di Sentosa con la teleferica, diretti al parco di divertimenti più grande del Sudest asiatico.

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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