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Racconti_neriPiccola antologia dei “Tascabili Bompiani” dedicata ai racconti del maestro Ambrose Bierce: risale al 1967 ma è una ristampa recente.
In copertina: René Magritte, L’assassin menacé (part.), 1926.

Ecco la scheda di Uruk:

493. Racconti neri, di Ambrose Bierce [17 aprile 1989] Traduzione di Letizia Ciotti Miller
Introduzione, di Gilberto Finzi
Una notte d’estate (One Summer Night, da “Cosmopolitan”, marzo 1906)
La strada al chiaro di luna (Moonlit Road, da “Cosmopolitan”, gennaio 1907)
Ritorno all’identità (A Resumed Identity, o The Man, da “Cosmopolitan”, settembre 1908)
Un naufragio psicologico (Psycological Shipwreck, o My Shipwreck, da “Argonaut”, 24 maggio 1879)
Il dito medio del piede destro (The Middle Toe of the Right Foot, da “San Francisco Examiner”, 17 agosto 1890)
Il funerale di John Mortonson (John Mortonson’s Funeral, da “Cosmopolitan”, marzo 1906)
L’orologio di John Bartine (John Bartine’s Watch, da “San Francisco Examiner”, 22 gennaio 1893)
Lo sconosciuto (The Stranger, da “Cosmopolitan”, febbraio 1909)
Parker Adderson, filosofo (Parker Adderson, Philosopher and Wit, da “San Francisco Examiner”, 22 febbraio 1891)
L’uomo che usciva dal naso (The Man Out of the Nose, o John Hardshaw: The Story of a Man Who May Be Seen Coming out of the Nose, da “San Francisco Examiner”, 10 luglio 1887)
L’uomo e il serpente (The Man and the Snake, da “San Francisco Examiner”, 29 giugno 1890)
La finestra sbarrata (The Boarded Window, da “San Francisco Examiner”, 12 aprile 1891)
Storiella (The Little Story, da “Fun”, 29 agosto 1874)

* Il club dei parenticidi (The Parenticide Club)
Il mio assassinio preferito (My Favorite Murder, da “San Francisco Examiner”, 16 settembre 1888)
Conflagrazione imperfetta (An Imperfect Conflagration, da “Wasp”, 27 marzo 1886)
L’ipnotizzatore (The Hypnotist, da “San Francisco Examiner”, 10 settembre 1893)
L’olio di cane (The Oil of Dog: A Tragic Episode in the Life of an Eminent Educator, da “Oakland Tribune”, 11 ottobre 1890)

Ecco la trama:

«È fatto notissimo che nella vecchia casa Mantón si aggirano i fantasmi» «Avendo ucciso mia madre in circostanze di singolare atrocità…»: così cominciano due dei diciassette racconti, qui raccolti, di Ambrose Bierce, grande maestro del genere letterario “nero”. Racconti brevi, secchi, agghiaccianti, dove i delitti più atroci e le circostanze più improbabili sono esposte con impassibile distacco, tale da suscitare effetti di ilarità irresistibile e richiamare alla mente classici come Poe e Swift. Nell’universo di Bierce dove il “possibile” e “assurdo” si muovono sullo stesso piano, la vita di tutti i giorni viene colta nei suoi aspetti più esasperati eppure tragicamente veri: così i padri odiano i figli e viceversa, i giudici si vendono agli imputati, i medici uccidono, il progresso è solo delirio e catastrofe, e di fatto uomini e animali sono accomunati dalla medesima ferocia. Ma le morti misteriose, le apparizioni inesplicabili, le allucinazioni, non sono mai usate da Bierce per produrre mere sensazioni di orrore fisico, bensì per mettere in scena il lato oscuro di ciascuno, i tratti dolorosamente certi della tragedia umana.

E, per finire, ecco l’incipit dell’introduzione:

Il libro che qui si stampa è in un certo senso un concentrato narrativo di nero, fantastico e persino gotico. Sono queste, infatti, cose diverse, aspetti letterari differenti di una vita in negativo nella quale stinge la realtà. Almeno quella che si ritiene di solito essere la realtà. Poeticamente ma non meno enigmaticamente Montale parlava delle “trappole e gli scorni di chi crede / che la realtà sia quella che si vede”: il poeta non ignorava (non deve mai ignorare, pena il decadere dalla categoria scrittoria che gli dà fama e ben poco denaro) che la realtà è fatta anche dal sogno, che nella realtà s’incontrano i sublimi “astratti” (il bene, l’onestà, l’etica e così via), che la fantasia è reale eccetera.

L.

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