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Simenon_G7La Adelphi porta in libreria – in cartaceo e in eBook – uno dei personaggi secondari di Georges Simenon: l’inspecteur G7.
In copertina: Loustal, È arrivato il commissario.

Nel 1931 Simenon scrisse quattro racconti con protagonista l’ispettore G7 per la collana “Phototexte” delle edizioni J. Haumont. Pubblicato il primo, La Folle d’Itteville, l’insuccesso di pubblico fece interrompere il ciclo: i restanti tre racconti – quelli qui presentati da Adelphi – vennero poi venduti a Gallimard che li riunì nell’antologia Les sept minutes (1938) della collana “La Renaissance de la nouvelle”.

La scheda di Uruk:

Tre inchieste dell’ispettore G.7 (Les sept minutes, 1938), di Georges Simenon [2015] Traduzione di Marina Di Leo
G.7 (G.7, 1932) [breve racconto che presenta il personaggio]
Il Grand Langoustier (Le Grand Langoustier) – già apparso in Italia come La spiaggia d’argento in “Illustrazione del Popolo” nn. 52 (1938) e 6 (1939), e come Tre donne scomparse ne “I Romanzi della Palma” (Nuova serie) n. 38, 22 gennaio 1953
La notte dei sette minuti (La nuit des sept minutes)
Il mistero della «Marie-Galante» (L’énigme de la «Marie-Galante»)

La trama:

G.7 è uno strano tipo. Nella vita quotidiana sembra più giovane di quanto non sia, e ha modi così gioviali che si stenta a prenderlo sul serio. Ma appena comincia a seguire un caso il suo atteggiamento cambia. Si chiude in se stesso. E, cosa più strana, assume un’aria timida che non si addice affatto all’immagine convenzionale del poliziotto. Mi è capitato di vedergli condurre un interrogatorio: ci mancava poco che si mettesse a balbettare. Nessuna ostentazione. Nessuna spavalderia. Semmai un certo imbarazzo, come se si sentisse fuori posto. Per ore e ore non fa il minimo accenno all’inchiesta. Beve. Mangia. Segue con lo sguardo il viavai della strada. Mi risponde a monosillabi. E alla fine, vedendogli prendere una decisione improvvisa, mi rendo conto con mio grande stupore che la sua mente non ha smesso un istante di lavorare.

L’incipit del racconto “G.7”:

Prima di parlare delle inchieste alle quali ho avuto la fortuna di assistere a fianco dell’ispettore che chiamerò «G.7» (vedremo poi perché), voglio raccontare come l’ho conosciuto – in circostanze che per molte ore rimasero ai miei occhi un vero e proprio enigma.

L.

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