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0551Trovato su bancarella fortunata questo delizioso volume di “Segretissimo” (Mondadori) con due regali in appendice: una traduzione anonima del racconto L’ultimo saluto. Un epilogo, testo finale dell’antologia L’ultimo saluto di Sir Arthur Conan Doyle, e un racconto di Erle Stanley Gardner.
L’illustrazione di copertina è firmata, come di consueto, dal grande Carlo Jacono.

Ecco la scheda di Uruk:

551. Pax per gli uomini di cattiva volontà [Francis Pax] (Bonbons voor Belinda, 1969) di Faber Heeresma [20 giugno 1974] Traduzione di Pietro Ferrari
inoltre contiene i racconti:
* Il commiato di Sherlock Holmes (His Last Bow. An Epilogue of Sherlock Holmes, da “Collier’s”, 22 settembre 1917) di Sir Arthur Conan Doyle – Traduttore non indicato
* La fuga (apparso originariamente come Flight Into Disaster su “This Week”, 11 maggio 1952, ristampato poi come Only by Running su “EQMM”, marzo 1962) di Erle Stanley Gardner – Traduttore non indicato

Ecco la trama:

Non è la prima volta che Segretissimo presenta ai suoi lettori un agente speciale olandese. (Ricordate “Agente d’assalto”?) Anche l’autore di questo «Pax» si chiama Heeresma, come l’autore di “Agente d’assalto”, e i due sono fratelli. Potremmo dire che, almeno nello stile, si assomigliano come gocce d’acqua: scattanti, ribelli, duri. Ma mentre il primo non concedeva niente ai sentimenti, il secondo, cioè questo, è convinto che un po’ d’amore, di quello vero, non guasta mai. E così, accanto a «Pax», l’ammazzasette del servizio segreto dei tulipani, ci mette Belinda, una ragazza bella, com’è naturale, ma anche dotata di tutte quelle virtù che la rendono, almeno in teoria, matrimoniabile. E così, mentre lei le aspetta, Pax si dà da fare per sventare un complotto contro la famiglia reale olandese. L’organizzazione all’interno della quale milita, chiamata Squadra Winter, è strutturata in modo molto speciale, e Pax ha una sua autonomia. O una sua solitudine? Comunque, l’azione lo porterà oltre Manica, in Inghilterra, alla caccia del gruppo che dovrebbe eliminare il membro della famiglia reale olandese. E qui, in Olanda, Pax ne vedrà delle belle.

Ecco l’incipit del romanzo:

Francis Pax osservò irritato i due profondi tagli lasciati sulle sue guance dal rasoio.
— Porca miseria!
Con mille precauzioni, finì di radersi; poi tolse i resti della schiuma con un asciugamano e si bagnò le ferite.
Il telefono gracchiò nella camera da letto.
Pax buttò l’asciugamano nella cesta dei panni sporchi e, soffocando un’imprecazione, si precipitò verso la cornetta.
— Sì, è Pax che parla.
— Oh, signor Pax, sono la signorina Lely. Buon giorno.
— Buon giorno a voi.
— Il signor Winter vi vuole qui. È urgente. Vediamo, adesso sono le nove e cinque. Potreste arrivare per le dieci meno un quarto?
— Facciamo per le dieci, signorina Lely. Devo ancora vestirmi.

Ecco l’incipit del racconto di Sherlock Holmes:

Erano le nove di sera del due agosto – l’agosto più terribile nella storia del mondo. Un silenzio mortale e un vago senso di attesa gravavano nell’aria afosa e stagnante, come se la maledizione divina già sovrastasse un mondo degenerato. Il sole era tramontato da un pezzo ma, a ovest, una scheggia color sangue indugiava come una ferita aperta sulla linea più bassa dell’orizzonte. In alto splendevano le stelle e in basso, nella baia, ammiccavano le luci delle navi. Dal parapetto del giardino, davanti alla casa lunga e bassa, due famosi tedeschi si sporgevano verso la spiaggia a semicerchio, sotto la grande rupe calcarea dove Von Bork, come un’aquila vagante, si era posato quattro anni prima. I due uomini stavano con le teste vicine e parlavano a bassa voce, in tono confidenziale. Dal basso, le punte incandescenti dei sigari facevano pensare agli occhi di un demone, fissati nel buio.

E, per finire, l’incipit di Nero Wolfe:

Solo una volta, prima di allora, la ragazza seduta nella carrozza aveva conosciuto il panico. Non soltanto paura, ma vero e proprio panico, da paralizzare i sensi.

L.

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