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1053Con una copertina strepitosa, ecco un bel numero de “Il Giallo Mondadori” con uno dei rari personaggi di Ellery Queen che non sia… Ellery Queen!
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

Ecco la scheda di Uruk:

1053. Buio dopo buio [Tim Corrigan 6] (What’s in the Dark?, 1968) di Ellery Queen [6 aprile 1969] Traduzione di Maria Luisa Bocchino
Inoltre contiene il racconto: Il cielo è come un soffitto (Bitter Vetch, da “EQMM”, marzo 1968) di Florence V. Mayberry

What's in the DarkEcco la trama:

Dodici ore di incubo per l’immensa città di New York. Dodici ore durante le quali viene a mancare del tutto l’energia elettrica. Spente le luci e i semafori, bloccati i treni della sotterranea con migliaia di persone intrappolate nei tunnel; fermi gli ascensori; caos nelle strade… No, non si tratta di fantascienza! È accaduto realmente nel 1965, e l’intera cittadinanza è piombata nel panico. Sabotaggio? La terza guerra mondiale? O addirittura la fine del mondo? In questo clima irreale, in cui i personaggi hanno la sensazione di vivere come sospesi nel nulla si svolge la vicenda che ci fa fare la conoscenza di un nuovo «eroe» creato da Ellery Queen: il capitano Tim Corrigan della Polizia metropolitana. Corrigan è ritornato dalla Corea con un occhio solo… ma quell’occhio ha dieci decimi; si può dire che veda anche nel buio. Così, quando Corrigan è chiamato al 21° piano di un grattacielo dove, stando alle apparenze, un uomo si è ucciso, non gli sfugge un particolare che capovolge la situazione. Nell’impossibilità di ottenere l’intervento del medico legale e della scientifica, Corrigan si trova tra una piccola folla d’indiziati, a cercare un colpevole, in un’atmosfera da «Foresta pietrificata». E saranno proprio le tenebre che si sono abbattute su New York a dargli la «prova finale». Non prima, però, che un orrendo delitto venga perpetrato, addirittura, sotto il suo naso.

E, per finire, ecco l’incipit:

Tutto quello che faceva la giovane signorina Graves era notevole, almeno secondo il punto di vista del sesso forte. Il modo, per esempio, in cui, appena finito di battere l’ultima colonna di numeri, la ragazza tirò fuori le quattro copie dalla macchina da scrivere, separando ciascun foglio dalla carta carbone, era agli occhi del personale maschile della Burns Accounting Company altamente artistico, superlativamente poetico. La maniera in cui varcò la soglia della porta che si trovava dietro la sua scrivania nella saletta e attraversò il lungo ufficio squallido, e appoggiò i fogli su uno dei due tavoli, era addirittura fantastica e i due contabili ne rimasero affascinati. Brian Frank lo dimostrò candidamente, indugiandosi a guardare.

L.

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