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262 - Maupassant - Tutti i racconti neriCustodisco gelosamente la prima edizione di questo delizioso numero della storica collana “Grandi Tascabili Economici” della Newton Compton, in cui Lucio Chiavarelli presenta un ricco menu di racconti di Maupassant: non so se sono davvero “tutti”, ma di sicuro sono tanti.
L’illustrazione di copertina è un particolare del dipinto Natura morta sulla vanità (1630) di Pieter Claesz.

La scheda di Uruk:

262. Tutti i racconti neri, fantastici e crudeli, di Guy de Maupassant [30 marzo 1994] Traduzione e cura di Lucio Chiavarelli
Sui racconti di Maupassant, di Lucio Chiavarelli
* PARTE PRIMA: Racconti fantastici
La mano scorticata (La main d’écorché, da “Almanach lorrain de Pont-à-Mousson”, 1875) pubblicato con lo pseudonimo Joseph Prunier
Sul fiume (la prima bozza del racconto è apparsa con il titolo En canot su “Le Bulletin français”, 10 marzo 1876, rielaborata poi per Sur l’eau nell’antologia “La Maison Tellier”, 1891)
«Coco, coco, coco fresco!» («Coco, coco, coco frais!», da “Le Mosaïque”, settembre 1878)
Magnetismo (Magnétisme, da “Gil Blas”, 5 aprile 1882) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
La paura I (La peur, da “Le Gaulois”, 23 ottobre 1882)
Racconto di Natale (Conte de Noël, da “Le Gaulois”, 25 dicembre 1882)
Accanto a un morto (Auprès d’un mort, da “Gil Blas”, 30 gennaio 1883) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
Apparizione (Apparition, da “Le Gaulois”, 4 aprile 1883)
Lui? (Lui?, da “Gil Blas”, 3 luglio 1883)
La mano (La main, da “Le Gaulois”, 23 dicembre 1883)
La chioma (La chevelure, da “Gil Blas”, 13 maggio 1884) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
La Paura II (La peur, da “Le Figaro”, 25 luglio 1884)
Un pazzo? (Fou, da “Le Figaro”, 1° settembre 1884)
Lettera di un pazzo (Lettre d’un fou, da “Gil Blas”, 17 febbraio 1885)
La locanda (L’auberge, da “Les Lettres et les Arts”, 1° settembre 1886)
Le Horla I (Le Horla, da “Gil Blas”, 26 ottobre 1886)
La notte (La nuit, da “Gil Blas”, 14 giugno 1887)
Le Horla II (Le Horla, dall’antologia omonima del 1887)
La morta (La morte, da “Gil Blas”, 31 maggio 1887)
L’annegato (Le noyé, “Le Gaulois”, 16 agosto 1888)
L’uomo di Marte (L’homme de Mars, da “Paris-Noël”, fine 1887)
Il dolce sonno o l’Addormentatrice (L’endormeuse, da “L’Écho de Paris”, 16 settembre 1889)
Chissà (Qui sait?, da “L’Écho de Paris”, 6 aprile 1890)
* PARTE SECONDA: Racconti neri e crudeli
Suicidi (apparso originariamente come Comment on se brûle la cervelle su “Le Gaulois”, 29 agosto 1880, ristampato poi come Suicides in “Gil Blas”, 17 aprile 1883)
La donna di Paul (La femme de Paul, dall’antologia “La Maison Tellier”, 1881)
Sogni (Rêves, da “Le Gaulois”, 8 giugno 1882)
Pazzo? (Fou?, da “Gil Blas”, 23 agosto 1882)
Il Lupo (Le loup, da “Le Gaulois”, 14 novembre 1882)
Una vedova (Une veuve, da “Le Gaulois”, 1° ottobre 1882)
La signora Battista (Madame Baptiste, da “Gil Blas”, 28 novembre 1882)
Il signor Giocasta (Monsieur Jocaste, da “Gil Blas”, 23 gennaio 1883)
In mare (En mer, da “Gil Blas”, 12 febbraio 1883) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
Compare Giuda (Le Père Judas, da “Le Gaulois”, 28 febbraio 1883)
La regina Ortensia (La reine Hortense, da “Gil Blas”, 24 aprile 1883)
La madre dei mostri (La mère aux monstres, da “Gil Blas”, 12 giugno 1883) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
Il figlio (L’enfant, da “Gil Blas”, 18 settembre 1883)
Cameriere, una birra grande! (Garçon, un bock!…, da “Gil Blas”, 1884)
Solitudine (Solitude, da “Le Gaulois”, 31 marzo 1884)
L’orribile (L’horrible, da “Le Gaulois”, 18 maggio 1884)
Lettera trovata su un annegato (Lettre trouvée sur un noyé, da “Gil Blas”, 8 gennaio 1884)
Un vigliacco (Un lâche, da “Le Gaulois”, 27 gennaio 1884)
Passeggiata (Promenade, da “Gil Blas”, 27 maggio 1884) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
Il letto n. 29 (Le lit 29, da “Gil Blas”, 8 luglio 1884) pubblicato con lo pseudonimo Maufrigneuse
Il tic (Le tic, da “Le Gaulois”, 14 luglio 1884)
Berthe (Berthe, da “Le Figaro”, 20 ottobre 1884)
Tutto finito (Fini, da “Le Gaulois”, 27 luglio 1885)
Il diario del magistrato (Un fou, da “Le Gaulois”, 2 settembre 1885)
La piccola Roque (La petite Roque, da “Gil Blas”, dal 18 al 23 dicembre 1885)
La signorina Perla (Mademoiselle Perle, da “Le Figaro”, 16 gennaio 1886)
L’eremita (L’ermite, da “Gil Blas”, 26 gennaio 1886)
Un caso di divorzio (Un cas de divorce, da “Gil Blas”, 31 agosto 1886)
La signora Hermet (Madame Hermet, da “Gil Blas”, 18 gennaio 1887)
Moiron (Moiron, da “Gil Blas”, 27 settembre 1887)
L’assassino (titolo originale non riportato, da “Gil Blas”, 1° novembre 1887)
La maschera (Le masche, da “L’Écho de Paris”, 10 maggio 1889)
Un parricida (titolo originale non riportato, da “Air de Paris”, gennaio 1890)
Il campo degli ulivi (Le champs d’oliviers, da “Le Figaro”, dal 19 al 23 febbraio 1890)

La trama:

Un’atmosfera inquietante, fosca, ossessiva, una costante e pericolosa oscillazione tra la lucida razionalità e la più inafferrabile visionarietà, l’allontanamento completo da tutti i «sani» princìpi della dignità borghese a favore della più esplicita, dilacerante follia fanno di questi racconti il grafico capriccioso, tormentato, sconvolgente dell’esistenza umana, nella quale la penna implacabile di Maupassant affonda senza più riserve.
La grandezza di questi racconti è nell’intuizione che gli uomini vivono almeno due vite, quella reale e quella della memoria-immaginazione: è nella partecipazione, ora fervida, ora dolorosa, a entrambe queste vite.

L’incipit dell’introduzione di Chiavarelli:

L’atteggiamento di Maupassant nei confronti delle storie che racconta, siano esse folte di allucinazioni e terrori oppure perfetammente racchiuse nella grazia d’un aneddoto appena un po’ cinico, è generalmente quello d’un osservatore disinteressato o di chi si sforza di diventarlo. Ma questo atteggiamento urta molto spesso – si sarebbe tentati di dire sempre, almeno a livello inconscio – contro una concezione negativa della condizione umana, radicata in lui con la stessa violenza d’una religione, d’una metafisica poetica che contiene in nuce ogni possibile sviluppo di pensiero.

Guy de Maupassant (1850-1893) è uno dei maestri della narrativa moderna. Discepolo di Flaubert, dopo un lungo tirocinio sotto la sua guida, ha esordito nel 1880 con Boule de suif e, in un decennio di produzione intensissima, di cui non esiste l’uguale, ha scritto trecentoventi racconti, sei romanzi, cronache, poesie, opere teatrali, diari di viaggio. A cento anni dalla morte egli resta ancora l’autore francese più letto al mondo.

Lucio Chiavarelli, scrittore e regista, docente e critico teatrale, è attualmente direttore artistico del Nuovo Teatro Pezzani di Parma. Ha già curato, per la Newton Compton, Le Horla e altri racconti dell’orrore, di Maupassant.

L.

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