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Apocrifi_Sherlock_18Il diciottesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo febbraio Sherlock Holmes e la vedova del Dartmoor di Warwick Downing.

La scheda di Uruk:

18. Sherlock Holmes e la vedova del Dartmoor (The Widow of Dartmoor, 2014) di Warwick Downing [febbraio 2016] Traduzione di Marco Bertoli

La trama:

The Widow of DartmoorIl suo nome è Holmes… Jeremy Holmes. Suo zio è nientemeno che il Grande Detective. E anche Jeremy, avvocato, ha un talento speciale, seppur diverso da quello di Sherlock. Non è, come lui, in grado di interpretare con uno sguardo la scena di un delitto, né di ricavare la storia di una persona da dettagli apparentemente insignificanti. Eppure possiede doti altrettanto fondamentali per la ricerca della verità e, soprattutto, all’altezza di un cognome così impegnativo. Quando in tribunale interroga un testimone, le sue domande ne trafiggono la corazza come lance. E se il testimone indossa una maschera, lui sa come strappargliela dal viso. A fargli da palcoscenico non sono il 221B di Baker Street o i bassifondi di Londra, ma le corti di giustizia; non per questo i criminali lo temono meno del suo illustre consanguineo. A Jeremy Holmes occorrerà tutta la sua abilità forense nell’affrontare il caso della bellissima lady Russell, accusata di omicidio e già condannata al capestro dall’opinione pubblica. Perché al destino della donna si lega un’oscura vicenda che getta ancora la sua ombra sulla remota landa del Dartmoor.

L’incipit:

Una parola, con il vostro permesso. Mi chiamo Edward Greech, sono un procuratore legale e, come tutti, tiro avanti come meglio posso… ma, a differenza di altri uomini ormai in età, non nutro desiderio alcuno di lasciare scritte le mie memorie, che giudico troppo insipide. Vorrei raccontarvi, invece, delle traversie legali di qualcuno le cui memorie non sarebbero insipide, tutt’altro. Si tratta di un avvocato di nome Jeremy Holmes. È opinione comune che suo zio fosse Sherlock Holmes, il famoso, o famigerato, direbbe qualcun altro, detective privato.

Extra:

Il volume è impreziosito da un saggio di Luigi Pachì, direttore di SherlockMagazine: Il seguito della maledizione dei Baskerville.
«Warwick Downing, ex procuratore in Colorado, ha scritto finora undici romanzi passando tra diversi generi: storie di suspense e d’azione, vicende giudiziarie e libri per giovani lettori. Con questo libro, l’autore americano ha voluto esordire nel mondo degli sherlockiani con un’opera che si pone come il sequel del classico di sir Arthur Conan Doyle La maledizione dei Baskerville, noto anche come Il mastino dei Baskerville (anche se di “mastino” non si tratta, visto che nel titolo originale il termine è hound). Prima di parlare dello sforzo creativo di Downing, peraltro – diciamolo subito – ben recepito dalla critica e dalla maggior parte dei fan dell’investigatore inglese, occorre fare un passo indietro e tornare alla genesi di The Hound of the Baskervilles, certamente il caso di Sherlock Holmes più noto e apprezzato dal grande pubblico, anche grazie alle moltissime trasposizioni cinematografiche.»

L.

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