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Artista_VeleniLa Newton Compton porta oggi in libreria, nella sua consueta collana “Nuova Narrativa Newton”, uno dei primi grandi thriller dell’anno: L’artista dei veleni di Jonathan Moore.

La scheda di Uruk:

652. L’artista dei veleni (The Poison Artist, 2016) di Jonathan Moore [18 febbraio 2016] Traduzione di Anna Ricci

La trama:

poison artistCaleb Maddox è un tossicologo che studia gli effetti chimici del dolore. Dopo una brutale rottura con la sua ragazza, si trova in un locale per affogare i dispiaceri nel whisky, quando una donna seducente gli si avvicina. Emmeline gli sussurra qualcosa, poi lo saluta sfiorandogli l’orecchio con le labbra. C’è qualcosa di affascinante in quella donna misteriosa, e Caleb deve rivederla. Ma non appena inizia la sua ricerca, si trova invischiato in un’indagine su alcuni omicidi seriali. La polizia sta recuperando dei corpi dalla Baia di San Francisco e tra essi c’è anche quello di un uomo scomparso nello stesso posto e la stessa notte in cui Caleb ha incontrato Emmeline. I risultati delle analisi post mortem non rivelano alcun indizio, perciò in segreto Caleb decide di prestare aiuto al medico legale della città, suo vecchio amico, e analizzare le tracce chimiche sui resti delle vittime. Ben presto le ricerche dell’assassino s’intrecciano con quelle di Emmeline, e più Caleb si avvicina alla verità più sente che il suo mondo è in pericolo…

L’incipit:

Dopo essersi registrato ed essere salito in camera, Caleb si mise di fronte allo specchio a figura intera fissato alla porta del bagno e si guardò di fronte. Durante il viaggio in taxi aveva fermato il sangue premendosi il polsino della camicia sul taglio, ma sotto la pelle aveva ancora qualche piccola scheggia di vetro del bicchiere che lei gli aveva lanciato contro. Le staccò con le unghie e le lasciò cadere sulla moquette.
Il sangue riprese a uscire, un rivoletto che gli colò tra gli occhi e si divise all’attaccatura del naso per poi discendere in due scie simmetriche fino agli angoli della bocca. Per un attimo osservò il sangue sul suo viso e il livido che cominciava a formarsi sulla fronte. Poi andò al lavandino e bagnò un asciugamano, lo strizzò e si tamponò, infine andò a sedersi sul pavimento con la schiena contro la porta dell’armadio. Le piccole lame di vetro rotto scintillavano nel tessuto rosso della moquette.

L’autore:

Jonathan Moore vive alle Hawaii. Quando non scrive o non sta sulla sua barca, lavora come avvocato. Prima di completare la scuola di legge a New Orleans ha lavorato come insegnante d’inglese, come guida per chi faceva rafting sul Rio Grande, come counselor in Texas, in una prigione minorile, e come investigatore per un avvocato penalista a Washington, DC.

L.

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