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MontecristoLa Sellerio – nella sua collana “Il Contesto” – porta in libreria la storia di un cittadino smarrito nei labirinti del capitale. Un thriller ambientato nel mondo delle banche, che racconta la sconcertante fragilità del sistema finanziario: Montecristo (2015) di Martin Suter.

La scheda di Uruk:

65. Montecristo (id., 2015) di Martin Suter [18 febbraio 2016] Traduzione di Marina Pugliano

La trama

Jonas Brand è un videoreporter con aspirazioni da regista, e sogna di girare un film che chiama Montecristo, una storia di tradimenti, inganni e vendette. Un giorno, mentre viaggia sull’Intercity per Basilea, il treno si blocca in una galleria. Un passeggero è caduto dal convoglio ed è morto sui binari. Brand scende dal vagone, afferra la telecamera e si mette al lavoro. Registra gli eventi, riprende i dettagli, intervista i possibili testimoni, forse quel materiale un giorno gli sarà utile. Anche se i suicidi sulle linee ferroviarie, piuttosto frequenti, non fanno notizia.
Trascorre qualche mese, e quell’evento sembra un lontano ricordo. Brand ha incontrato Marina Ruiz, una affascinante svizzera dai tratti asiatici che lavora per un’agenzia organizzatrice di eventi, e la loro relazione è sul punto di diventare una storia d’amore. Una strana coincidenza acuisce la curiosità di Jonas: due banconote da cento franchi svizzeri hanno lo stesso numero di serie. Nonostante sia tecnicamente impossibile, per la banca sono entrambe autentiche. L’ambiguità delle circostanze inquieta il videoreporter, che decide di investigare e coinvolgere l’amico Max, giornalista economico in declino. È questa la porta d’ingresso in un mondo nuovo, quello dell’oligarchia delle banche svizzere, del sistema finanziario internazionale, pronto a tutto, pur di preservare i propri privilegi.
Come ha scritto Alain Claude Sulzer, «Suter ha creato un teatro dell’intrigo ricco di personaggi e di grande autenticità». La drammatica e coinvolgente vicenda di Jonas Brand, raccontata con un tono imperturbabile, da thriller distaccato e pieno di humour nero, tra alta finanza e banche globali, produttori cinematografici e televisioni, inchieste e minacce, dà forma a un romanzo che scruta nell’ambizione e nel desiderio senza limiti e indaga con competenza il mistero del grande capitale, delle immense ricchezze, del potere che mette a nudo la debolezza e la responsabilità di ognuno di noi.

L’incipit:

Il treno fu percorso da uno scossone. Bottiglie e bicchieri volarono dai tavoli, il fischio assordante della locomotiva e lo stridore del ferro contro ferro si unirono a grida, tonfi e tintinnii. Finché un altro scossone non impose il silenzio.
Fuori era buio pesto. Si trovavano in galleria.
Il silenzio fu rotto dalla voce del simpaticone di turno: «Già arrivati?».
Qualcuno rise, poi cominciarono a parlare tutti insieme, asciugando vino e birra da tavoli, indumenti, borse e cartelle.
«Il freno d’emergenza» osservò un passeggero
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L’autore:

Martin Suter (Zurigo, 1948) ha lavorato come sceneggiatore televisivo, come reporter e in campo pubblicitario. Con questa casa editrice ha pubblicato L’ultimo dei Weynfeldt (2010), Com’è piccolo il mondo! (2011) Il talento del cuoco (2014) e Montecristo (2015); e, per il ciclo di Allmen, Allmen e le libellule (2011), Allmen e il diamante rosa (2012) e Allmen e le dalie (2015). I suoi libri sono stati tradotti in 32 lingue.

L.

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