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Frediani_RomaCaputMundi1Uno dei narratori italiani più amati del romanzo storico torna in libreria, grazie a Newton Compton, con il primo volume di una nuova saga: Roma Caput Mundi 1. L’ultimo pretoriano (2016) di Andrea Frediani.

La scheda di Uruk:

663. L’ultimo pretoriano [Roma Caput Mundi 1] (2016) di Andrea Frediani [3 marzo 2016]

La trama:

L’impero romano sta cambiando. I barbari sono un pericolo sempre più pressante alle frontiere, ma sono anche le nuove reclute che ingrossano le file dell’esercito imperiale. Il Cristianesimo si dimostra capace di superare ogni ostacolo, perfino sanguinose persecuzioni, fino a diventare la più autorevole tra le religioni. Quando Diocleziano lascia il trono, si scatenano feroci lotte per la successione. Tra i protagonisti di queste trasformazioni c’è Costantino, figlio bastardo di uno degli imperatori tra cui Diocleziano ha diviso il potere: è il più spregiudicato e determinato tra coloro che si contendono il trono, e punta con ogni mezzo a ottenere quel potere dal quale è stato escluso. La sua irresistibile ascesa si incrocia con la vicenda di una donna fragile e ingenua, ma allo stesso tempo fortemente passionale, Minervina, e con quella di Sesto Martiniano, un pretoriano deciso a difendere i valori di una società e di una tradizione che si stanno sgretolando. Tra i due nascerà una storia d’amore intensa, epica e tormentata quanto l’epoca in cui vivono, fino all’epilogo nella fatidica battaglia di Ponte Milvio: il passaggio di testimone tra la Roma antica e quella medievale, tra gli dèi tradizionali e il Dio dei cristiani.

L’incipit:

Foglie rosse, come in autunno?
Sesto Martiniano trovò strano che l’albero più vicino a lui presentasse sfumature rossicce tra le sue fronde. Ma poi, evitando un nuovo affondo dell’avversario con agile spostamento del corpo, gli parve ancor più strano che una recluta alla sua prima battaglia trovasse il tempo e il sangue freddo di notare l’aspetto della vegetazione.
Schizzi di sangue… Ecco perché d’improvviso, in piena estate, gli alberi si tingevano dei colori che precedono la stagione seguente, si disse, accostando lo scudo a quello del compagno a fianco, per serrare i ranghi e resistere alla pressione avversaria. Zampillava sangue sopra gli elmi dei combattenti, che si affrontavano per il dominio dell’impero, com’era accaduto tante volte nel corso degli anni precedenti. Non orde barbariche assetate di bottino, che pure premevano lungo i confini, non eserciti stranieri dalle armi inconsuete, ma uomini che di diverso da lui avevano solo il simbolo delle rispettive legioni.

L’autore:

Andrea Frediani nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è www.andreafrediani.it

L.

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