Quatermain BannerPer festeggiare i 30 anni dell’uscita in Italia, il 7 marzo 1986, del film Allan Quatermain e le miniere di re Salomone (1985) interpretato da Richard Chamberlain, ecco un blogtour per ricordare lo sfortunato titolo Cannon.

  • Fumetti Etruschi ci parla di due tentativi (falliti) di far rinascere il personaggio di Allan Quatermain a fumetti.
  • Il Zinefilo omaggia, a suo modo, il film e la sua lavorazione
  • Italian Pulp Movie Posters presenta la locandina italiana apparsa sui giornali dell’epoca.
  • Beati Lotofagi presenta una delle sue mitiche gallerie di poster e copertine.

Uruk ne approfitta per presentare alcune traduzioni italiane del romanzo di Haggard che proprio nel 1985 del film festeggiava il suo centenario.
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La scheda di Uruk:

Le miniere di re Salomone (King Solomon’s Mines, 1885) di Henry Rider Haggard [Sonzogno, maggio 1974, basata sull’edizione del maggio 1935] Traduzione di Gino Sesostra

La trama:

Cacciatore bianco tra i più esperti, Allan Quatermain esitò quando l’erculeo Sir Henry Curtis e il suo strano amico, il Capitano Good, lo sollecitarono a guidarli alla ricerca di un europeo scomparso nelle steppe africane. Poi riaffiorò la storia di un regno sconosciuto, di incalcolabili ricchezze, e insieme ai due compagni Quatermain partì verso la terra dei Kukuani, di Twala il re sanguinario e Gagool l’orribile strega senza età, del tesoro di re Salomone protetto dal tragico consesso degli scheletri.

L’incipit:

È una cosa strana che alla mia età — ho compiuto da poco i quarantacinque anni — mi trovi a prendere la penna in mano per scrivere una storia. Mi chiedo che specie di storia sarà, quando l’avrò finita, se pure ne verrò a capo. Ho fatto molte cose nella mia vita, che a me sembra lunga, forse perché ho cominciato così giovane. In un’età quando gli altri ragazzi vanno a scuola, vivevo di piccoli espedienti nella vecchia Colonia. Dopo di allora sono stato commerciante, cacciatore, guerriero e minatore. Eppure, nonostante il lavoro di una vita intera, solo otto mesi fa sono entrato in possesso di un gruzzolo di denaro. È un gruzzolo rispettabile — non so ancora con esattezza a quanto ammonti — ma sebbene mi sia utile averlo, non credo che vorrei rivivere i quindici o sedici mesi che me l’hanno procurato; no, neppure se sapessi che ne uscirei sano e salvo, quattrini e tutto. E poi sono un uomo timido: non mi piace la violenza, e sono piuttosto stanco di avventure.
Mi chiedo perché mi son messo a scrivere questo libro: non è nel mio temperamento e non sono certo un letterato. Comunque lasciatemi tentare di spiegare le mie ragioni, per vedere se ne ho.

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La scheda di Uruk:

Le miniere di re Salomone (King Solomon’s Mines, 1885) di Henry Rider Haggard [Newton Compton, 5 ottobre 1995] Traduzione di Stefano Sudriè

La trama:

Le miniere di re Salomone è stato un best-seller in molti paesi del mondo. Da questo romanzo sono state tratte ben tre versioni cinematografiche: una nel 1937 (inedita in Italia), una seconda nel 1950 (la più nota, con Stewart Granger e Deborah Kerr) e l’ultima nel 1985, con Sharon Stone e Richard Chamberlain. Alla ricerca di un familiare smarrito, tre inglesi assai singolari si inoltrano nell’Africa inesplorata del secolo scorso, verso le leggendarie miniere di diamanti di re Salomone, tra ostacoli imprevedibili e drammatici incontri. Al di là della descrizione di straordinari scenari esotici, della scoperta di tribù di indigeni allo stato primitivo, delle mille insidie di un’Africa ancora selvaggia e incontaminata, in un romanzo che contiene dunque tutti gli ingredienti convenzionali del genere avventuroso, l’autore, con britannico aplomb, riesce a far serpeggiare una sottile vena di umorismo e di distaccata ironia.

L’incipit:

È una cosa strana trovarsi alla mia età (55 anni compiuti da poco) a prendere in mano la penna e cercare di scrivere una storia. Mi chiedo che razza di storia sarà, quando l’avrò finita… se mai ne verrò a capo! Ho fatto un sacco di cose nella mia vita, che a me sembra abbastanza lunga, forse perché ho cominciato così giovane. In un’età in cui gli altri ragazzi vanno ancora a scuola, mi guadagnavo già da vivere facendo il mercante nella vecchia colonia. Da allora ho sempre trafficato, cacciato, lottato o scavato. Eppure sono riuscito a fare fortuna solo otto mesi fa. E una bella fortuna, ora che ci ho messo le mani sopra (non so ancora a quanto ammonti), ma non ripeterei per lei le esperienze degli ultimi quindici o sedici mesi. No, nemmeno se fossi certo di uscirne sano e salvo, alla fine, con il gruzzolo e tutto. Ma, del resto, sono un uomo timido, non amo la violenza, e sono piuttosto stufo di avventure.
Mi chiedo quali motivi mi spingano a scrivere questo libro. Non rientra nel mio temperamento. Non sono un uomo di lettere, sebbene piuttosto devoto al Vecchio Testamento e alle leggende di Ingoldsby.
Concedetemi di provare a mettere per iscritto le mie ragioni, tanto per vedere se ne ho.

La scheda di Uruk:

Le miniere di re Salomone (King Solomon’s Mines, 1885) di Henry Rider Haggard [Donzelli 2004] Traduzione di Valentina Daniele

L’incipit:

È un fatto curioso che alla mia età (cinquantacinque all’ultimo compleanno) io mi ritrovi a prendere in mano una penna e a scrivere una storia. Mi domando che genere di storia sarà quando l’avrò finita, se mai arriverò al termine del viaggio! Ho fatto molte cose nella mia vita, che a me sembra lunga, forse perché ho cominciato così presto. All’età in cui gli altri ragazzi erano a scuola, io mi guadagnavo da vivere come mercante nella vecchia Colonia. Da allora ho commerciato, cacciato, combattuto e scavato miniere. Eppure solo otto mesi fa ho fatto fortuna. È una grossa fortuna, ora che ce l’ho (anche se non so ancora quanto grossa) ma non credo che per essa rivivrei gli ultimi quindici o sedici mesi; no, nemmeno se sapessi di uscirne sano e salvo, fortuna e tutto. Ma in fondo io sono un uomo mite, non amo la violenza, e sono abbastanza stufo di avventure. Mi domando perché mi appresti a scrivere questo libro: non è nelle mie corde. Non sono un uomo di lettere, anche se devoto del Vecchio Testamento e delle Leggende di Ingoldsby. Lasciate che provi a spiegare le mie ragioni, giusto per vedere se ne ho.
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La scheda di Uruk:

Le miniere di re Salomone (King Solomon’s Mines, 1885) di Henry Rider Haggard [Marietti Scuola 1989] Traduzione di Gabriella Cacia

L’incipit:

È strano che un uomo della mia età — ho già più di sessant’anni — prenda in mano la penna e si accinga per la prima volta a scrivere una storia. Mi domando che genere di racconto ne salterà fuori, se mai riuscirò a finirlo! Ho fatto moltissime cose nella mia vita, che a me pare così lunga, forse perché ho cominciato a lavorare quando ero molto giovane. All’età in cui gli altri ragazzi andavano ancora a scuola, io già lavoravo nella vecchia Colonia e da allora non ho mai smesso di commerciare, cacciare, combattere o esplorare nuove terre. Eppure sono riuscito a fare fortuna solo diciotto mesi fa. È una grossa fortuna, non so quanto grossa; comunque non vorrei tornare a rivivere questi ultimi quindici o sedici mesi, neppure se fossi certo di uscirne sano, salvo e ricco. In fondo sono un uomo timoroso, non mi piace la violenza e ormai sono stanco di avventure.
Chissà perché sto scrivendo questo libro: non è nel mio stile, non sono un letterato. E allora tenterò di elencare i motivi per cui lo faccio, per vedere se veramente ne ho.

L.

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