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Dan Gordon - Wyatt EarpTrovata su bancarella questa splendida prima edizione di una novelization biografico-western.

La scheda di Uruk:

Wyatt Earp (Wyatt Earp, 1994) di Dan Gordon [Sonzogno, settembre 1994] Traduzione di Alessandra De Vizzi
– dalla sceneggiatura di Dan Gordon e Lawrence Kasdan per il film omonimo di Lawrence Kasdan, con Kevin Costner e Dennis Quaid

La trama:

Ritorna la grande epopea del West attraverso la tumultuosa vita di uno dei suoi più mitici – e controversi – protagonisti. Uomo, uomo di legge, leggenda, Wyatt assimila e fa propria, nell’arco di una vita, l’asprezza dei territori selvaggi che attraversa con tutta la sua famiglia alla ricerca di stabilità. Niente, infatti, nel ragazzo introverso del Missouri, che sembrava destinato a seguire le tracce del padre – e del nonno – diventando avvocato e giudice lasciava presagire che sarebbe invece diventato una delle pistole più temute del West, e uno degli sceriffi più rispettati. Ma la morte della giovane moglie nel dare alla luce – morto – il primo figlio cambia il corso del suo destino; e Wyatt, con i fratelli e Doc, l’amico leale di tutta una vita, inizia un lungo viaggio che lo porta a Wichita, a Dodge City, poi nel Kansas e infine a Tombstone.
Qui Wyatt cerca la fortuna negli affari, per sé, per i fratelli, e per la nuova moglie Mattie. Investe nelle miniere, lavora per la Wells Fargo, la compagnia che fa viaggiare le diligenze, diventa comproprietario di un saloon, si innamora di Josie, la donna che gli rimarrà accanto fino alla fine. E proprio per denaro accetta di diventare vicesceriffo. Ma gli avvenimenti incalzano, non c’è pace per Wyatt: la banda dei Clanton vuole dettare legge ed eliminare quello scomodo vicesceriffo che glielo impedisce, e con lui tutta la sua famiglia. Così, un mattino di ottobre del 1881, alla periferia di Tombstone, in un luogo chiamato Ok Corral, i due schieramenti si fronteggiano. E molti sono i cadaveri che restano nella polvere. Vendetta personale o giustizia? Un dilemma irrisolto, che non ha tuttavia intaccato negli anni il mito di Wyatt Earp, uomo semplice, che rimase aggrappato per tutta la vita agli ideali appresi da bambino, primo fra tutti il senso di fedeltà e di responsabilità nei confronti della famiglia, dei fratelli.
Una leggenda immortale che ha più volte ispirato la cinematografia mondiale, e che nel film Wyatt Earp di Lawrence Kasdan – un kolossal di tre ore costato 50 milioni di dollari – ha il volto di Kevin Costner, che è anche coproduttore ed è affiancato da attori del calibro di Dennis Quaid, Isabella Rossellini e Gene Hackman.

L’incipit:

Suo padre aveva l’aspetto del killer, ma non uno di quelli che si vedono sulle prime pagine dei giornali in vendita all’emporio, capace di tagliare la gola con un rasoio solo per il gusto di farlo. Sembrava piuttosto il classico dio del Vecchio testamento che si esprime con fulmini e saette, e incenerisce senza esitare chi non segue la parola divina. Come tutti gli uomini della famiglia Earp, il giudice Nicholas P. Earp era alto più di un metro e ottanta, dritto come un fuso, lungo e dinoccolato, con i tendini che sporgevano come funi sulle braccia e una barba bianca da patriarca che gli scendeva fin sul petto. Nicholas aveva gli stessi occhi azzurri che caratterizzavano tutti gli Earp, bollandoli come uomini temibili, da prendere attentamente in considerazione. Per suo figlio Wyatt, quindici anni appena, Nicholas era Dio in persona, e in quel momento il ragazzino stava fuggendo da lui a tutta velocità.

L.

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