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Léo Malet - Le acque torbide di Javel (Darkside)A febbraio la Fazi Editore lancia “Darkside”, una nuova collana dedicata a tutte le sfumature del giallo.
Il primo numero è un grande inedito del celebre Léo Malet.

La scheda di Uruk:

1. Le acque torbide di Javel [Nestor Burma] (Les Eaux troubles de Javel, 1957) di Léo Malet [25 febbraio 2016] Traduzione di Federica Angelini

Presentazione della collana:

Siamo lieti di presentarti Darkside, la nuova collana dedicata a tutte le sfumature del giallo di qualità: dal noir al thriller, dalla crime fiction al polar. Primo titolo di questa collezione è Le acque torbide di Javel, romanzo finora inedito del grande Léo Malet, del quale in questi giorni ricorre il ventesimo anniversario dalla scomparsa.
In questa nuova collana troveranno spazio tutti i migliori autori pubblicati dalla nostra casa editrice negli ultimi anni, da Léo Malet a Pierre Lemaitre, da William Blatty a Shane Stevens, ma anche novità contemporanee dei nuovi autori più promettenti, sia del panorama internazionale che di quello italiano.

Presentazione del romanzo:

In occasione del ventesimo anniversario dalla scomparsa, pubblichiamo un romanzo inedito del maestro del noir francese. Per la serie I nuovi misteri di Parigi ritroviamo l’affascinante detective Nestor Burma, autentico mito moderno, investigatore privato sciupafemmine e trovacadaveri dalla lingua sarcastica. Uno che la pistola ce l’ha, ma preferisce usare il cervello

La trama:

Dicembre è insolitamente mite a Parigi, ma Hortense Demessy non riesce ad assaporarne la dolcezza: Paul, il suo compagno, ex senzatetto e ora operaio metalmeccanico, è scomparso all’improvviso dall’appartamento in rue de la Saïda lasciandola incinta e senza un soldo. Disperata, la donna chiede a Nestor Burma, investigatore privato e noto tombeur de femmes, di ritrovarlo, in nome dell’amicizia che li ha legati in passato.
Per Burma la scomparsa di Demessy diventa subito una questione di principio, che lo porterà a vagare per l’intero quartiere, tra lo stabilimento Citroën, il Bal Nègre di rue Blumet, il café di rue Payen e il pont Mirabeau finché non troverà la chiave di questa intricata vicenda in uno squallido bar-pensione gestito da arabi con pochi scrupoli e molte cose da nascondere. Attorno alla misteriosa scomparsa di Paul ruotano tre donne: Zorga-Tinea, la sensitiva di origine maghrebina che esercita nei pressi del Vel’d’Hiv, Wanda, l’enigmatica e bellissima bionda di place de Breteuil, e Jeanne, ventenne dall’atteggiamento spregiudicato che scandalizza l’anima delle case popolari.
Ognuna di loro cela un arcano e tutte e tre sono legate da un prezioso oggetto e un inebriante profumo che si confonderà con l’olezzo dei cadaveri e l’odore dei soldi.
Tra atmosfere grottesche e inquietanti coincidenze che rivelano ricatti meschini e torbide dinamiche sociali si scatenerà una partita mortale che farà luce sul disagio degli ultimi e irromperà senza pietà negli equilibri della tranquilla borghesia francese.

L’incipit:

Dicembre quell’anno era piuttosto mite, ma ci regalava una pioggerellina di cui tutti parlavano dal parrucchiere e col portiere per sapere se fosse o no preferibile alla neve che in genere, passato il 15, avremmo potuto pretendere. Quell’acquerugiola infetta non contribuiva a migliorare rue de la Saïda.
Certo, meglio abitare in rue de la Saïda che non abitare da nessuna parte e dormire sotto i ponti. Rappresenta sicuramente un netto progresso rispetto alal strada, ma resta comunque una zona non particolarmente allegra.
La donna che mi aveva chiamato abitava in rue de la Saïda, precisamente in un immobile con affitti per tasche modeste, verosimilmente concepito da un architetto con un senso della famiglia molto sviluppato e con un parente medico che esercitava in zona. A farmelo pensare erano le inquietanti scale metalliche costruite all’esterno del corpo degli edifici.

L.

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