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Giallissimo 16Sono tornato ad attingere all’archivio di Gianni Lègge, venditore che trovate su eBay e ComproVendoLibri e che ha tante di quelle chicche da far impazzire un bancarellonauta come me!
Grazie a lui ho pescato questo numero 16 della collana “Giallissimo” (Garden Editoriale), all’epoca della direzione di Antonio Bellomi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Alfredo Nocerino.

La scheda di Uruk:

16. [luglio 1991]
L’omicidio di Fanshawe (The Fanshawe Murder, 1930) di Guy Thorne – Traduzione di Roberta Formenti
Il dramma del “Korosko” (The Tragedy of the Korosko, da “The Strand”, da maggio a dicembre 1897) di sir Arthur Conan Doyle – Traduttore non indicato
Inoltre contiene anche:
Il gatto siamese (The Siamese Cat, #) di George Goodchild – Traduzione di Marica Motta Lombardo

La trama:

Quando la bella e giovane americana Violet Milton arriva in Inghilterra per prendere possesso di una grossa eredità lasciatale da uno zio sconosciuto non sospetta che in uno dei suoi più grandi stabilimenti avvenga qualcosa di decisamente poco chiaro. Ma Violet è una ragazza intrepida e basta che qualcuno le insinui il sospetto perché si metta a indagare per scoprire quale misteriosa produzione avviene in un edificio segreto, coadiuvata da un fedelissimo dipendente dello zio e da un baldo giovanotto. Quello che scopre fin dall’inizio merita indagini ancora più approfondite, ma improvvisamente l’uomo chiave, il ricercatore Fanshawe, viene assassinato e tutta la faccenda assume una luce assai più sinistra e inquietante.
Conclude il volume un emozionante romanzo di Arthur Conan Doyle, Il dramma del “Korosko”, un’allucinante storia ambientata sulle sponde del Nilo.

L’incipit de “L’omicidio Fanshawe”:

Violet Milton era in piedi davanti alla finestra del suo salottino privato dell’Hotel Midland Adelphi di Liverpool.
La signora Herbert Wilkins, dama di compagnia di Violet, che era stata appena assunta e che era arrivata a Liverpool la notte precedente, era seduta al tavolo della colazione. Era una donna placida e robusta, sulla cinquantina, molto amante di tutte le belle cose che la vita offre. Sapeva che c’è solo un certo ammontare di chili di filetto al mondo ed era determinata, per così dire, ad accaparrarsene la maggior parte.

L’incipit de “Il dramma del Korosko”:

Il pubblico si sarà meravigliato di non aver conosciuto, per mezzo dei giornali, la sorte dei passeggeri del Korosko; è d’altronde singolarissimo che un incidente intemazionale, di tanta importanza, sia rimasto così a lungo sconosciuto in questi tempi, in cui le agenzie giornalistiche di lutto il mondo sono continuamente lanciate alla ricerca di notizie sensazionali.
Basti sapere, per ora, che a quell’epoca esistevano ragioni personali e politiche per tenere nascosto l’avvenimento. I fatti, però, erano conosciuti da un certo numero di persone: ne era stata fatta anche una narrazione per un giornale di provincia, ma nessuno vi aveva prestato fede.

L’incipit de “Il dramma del Korosko”:

Uno dei casi più interessanti di McLean fu portato alla luce da una creatura non più intelligente di un gatto siamese.
Era una notte fredda e pungente della fine di gennaio, quando il signor Andrew Goff fu svegliato dal miagolio lamentoso di un gatto e, credendo che si trattasse del suo nei guai, s’infilò la vestaglia da camera, borbottò alcune maledizioni, e scese di sotto.
In cucina trovò il suo grasso animale addormentato davanti a ciò che era rimasto del fuoco, e apparentemente indifferente alla sofferenza del suo parente felino.

L.

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