Manuel Puig - Il bacio della donna ragnoPer festeggiare i 30 anni in Italia del film Il bacio della donna ragno di Hector Babenco ho dedicato all’opera alcuni post, oggi:

La scheda di Uruk dell’edizione “Nuovi Coralli” Einaudi:

359. Il bacio della donna ragno (El beso de la mujer araña, 1976) di Manuel Puig [1997] Traduzione di Angelo Morino

La trama:

Nella cella d’una prigione di Buenos Aires sono rinchiusi due giovani: un militante d’un movimento clandestino in attesa degli interrogatori e un omosessuale condannato per corruzione di minori. Due personaggi che non si potrebbero immaginare più differenti: l’uno con tutti i modi di pensare e di dire dell’intellettuale politicizzato, l’altro che intellettuale non è affatto e che s’identifica con il mondo sentimentale dei film hollywoodiani d’una volta. Il modo con cui quest’ultimo comunica col compagno di cella e lo distrae dall’angoscia è di raccontargli dei film, raccontarli con tutti i dettagli, scena per scena, col linguaggio di «chi ci crede». Nella convivenza qualcosa cambia in entrambi: il romanzo ha cosi una forte «suspense», con numerosi colpi di scena che si susseguono sino alla fine in un crescendo di drammaticità e di intrigo.

L’incipit:

— Lei si vede che ha qualcosa di strano, che non è una donna come tutte. Molto giovane, un venticinque anni tuttalpiù, con un faccino un po’ da gatta, il naso piccolo, all’insù, il taglio della faccia è… più rotondo che ovale, la fronte spaziosa, le guance pure grandi ma che poi scendono giù a punta, come i gatti.
— E gli occhi?
— Chiari, quasi di sicuro verdi, li socchiude per disegnare meglio. Guarda il modello, la pantera nera dello zoo, che prima se ne stava pacifica nella gabbia, accucciata. Ma quando la ragazza ha fatto rumore col cavalletto e lo sgabello, la pantera l’ha vista e ha cominciato a girare per la gabbia e a ruggire contro la ragazza, che fino allora non aveva trovato il chiaroscuro giusto da dare al disegno.

L.

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