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Neri del Momento 48Dall’archivio di Gianni Lègge, venditore che trovate su eBay e ComproVendoLibri, pesco questo splendido numero della collana “I Neri del Momento“, quattordicinale di spionaggio edito dalla milanese Edizioni Il Momento.

CoxemanCome ho raccontato in occasione del recupero di Erosette n. 1, dietro lo pseudonimo Troy Conway si nasconde il celebre Michael Avallone, specialista nel pulp d’azione che, fra 1967 e il 1973, si divertì un mondo a prendere in giro la celebre serie TV “Organizzazione U.N.C.L.E.”.
Crea il personaggio di Rod Damon, nome in codice The Coxeman, fondatore dell’istituto di sessuologia noto come L.S.D., protagonista di 34 incredibili romanzi porno che però al suo arrivo in Italia – nella citata collana Erosette – viene ritradotto come Slim Fack, agente della Stark. “I Neri del Momento” gli restituiscono il suo nome originale.

La scheda di Uruk:

48. Coxeman. Due pupe per una spia [Coxeman 8] (Keep It Up, Rod!, 1968) di Troy Conway (Michael Avallone) [5 novembre 1971] Traduzione di Diana Fonti

La trama:

Stavolta il Coxeman va a dare una mano a una banda di ribelli tibetani, che sognano di riconquistare la libertà perduta con l’arrivo del padrone cinese. Nei villaggi l’abominevole uomo delle nevi semina il terrore. Rod sospetta che ci sia lo zampino dei cinesi, ma come dimostrarlo? Potrà tentare di distruggerlo, ma prima deve guadagnarsi la fiducia della popolazione tibetana. Per ottenere questo primo risultato, ricorre a un sistema di convincimento infallibile: il sesso. Un’arma inconsueta, ma non per il nostro Coxeman.

L’incipit:

Keep It Up, Rod!Era uno spettacolo indimenticabile, era il sogno di un libertino divenuto realtà.
Sullo schermo c’erano quattro ragazze nude, con la pelle dorata, occhi scuri e scintillanti, seni che sembravano scolpiti, fianchi prosperosi e gambe di forme e proporzioni perfette.
Nell’aria aleggiava l’aroma dell’incenso bruciato, un profumo sensuale che, aggiunto alla musichetta dolce che proveniva dal giradischi stereofonico, accresceva a dismisura la mia eccitazione.
Sullo schermo, le quattro ragazze erano occupatissime a divertirsi in compagnia di tre giovanotti, e le contorsioni di quei sette avevano dell’incredibile.
Sdraiata con me nel mio letto, c’era una pupa che in un secondo sarebbe riuscita a mandarmi su di giri, soltanto a guardarla da lontano. Si chiamava Georgina Lucas, e in fatto di sesso si poteva paragonare a quel che rappresenta Chopin per la musica, cioè la perfezione al di là della quale è impossibile andare
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L.

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