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WillowBancarelle fortunate dove ho trovato questo romanzo della collana “Pandora” (Sperling & Kupfer) ispirato alla sceneggiatura di Bob Dolman, su soggetto di George Lucas, per il film omonimo di Ron Howard, con Val Kilmer e Joanne Whalley.
Ricordo che in Uruk trovate una pagina dedicata al genere Novelization, in continuo aggiornamento.

La scheda di Uruk:

415. Willow (id., 1988) di Wayland Drew [dicembre 1988] Traduzione di Luigi Schenoni

La trama:

In una terra leggendaria dove la magia è realtà, la perfida Regina Bavmorda domina il suo regno dall’alto di un castello arroccato su una montagna invalicabile. Pur essendo difesa da un esercito di ferocissimi cani e giganteschi guerrieri, la Regina vive nel- l’incubo di una terribile minaccia. Ella teme infatti la nascita di una bambina con un segno sul braccio destinata, secondo un’antica profezia, a porre fine alla sua malvagia dominazione. Quando la bambina nasce, la levatrice, contravvenendo all’ordine regale di consegnarla perché venga uccisa, riesce a metterla in salvo affidandola a Willow, un contadino che sogna di diventare mago. Tocca a lui proteggere la piccola e lanciarsi in una fuga all’ultimo respiro che lo conduce nel misterioso mondo della magia e dell’incantesimo. Accompagnato da due folletti, un guerriero rinnegato e una maga dalle molte risorse, Willow attraversa una terra straziata dalla guerra, in un’odissea insieme tragica e fantastica che si conclude con un duello crudele e fatale.
Paragonato a Il ritorno dello Jedi, Indiana Jones e La storia infinita per la forza evocatrice, la spettacolarità delle immagini e il ritmo dell’avventura, Willow, best-seller in America, è la storia del film omonimo, un kolossal fantasy multimiliardario prodotto da George Lucas e diretto da Ron Howard, distribuito in Italia dalla UIP.

L’incipit:

Come erano belli i Cani della Morte! Com’erano potenti le loro spalle e com’era elegante la curva delle loro code senza pelo!
Con quanta grazia si muovevano accanto ai loro addestratori, attraverso la nebbia e il fumo che salivano da Nockmaar!
Dall’alta loggia della stanza delle magie tutti gli uomini e tutti i cani sembravano alla regina una creatura sola, la sua creatura: l’uomo nella sua corazza nera come la pelle della bestia, il cane teso ai comandi, con la spalla che toccava la coscia dell’uomo. Bavmorda sorrise loro, si strinse addosso il mantello contro il freddo del mattino e aspettò.

L.

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